Archivio Mensile: Gennaio 2024

Beltrame maschera commedia arte

BELTRAME: maschere commedia dell’arte

Beltrame: maschera milanese nata nel Cinquecento. Al nome accompagna spesso il soprannome “de Gaggian”, da Gaggiano, una borgata della bassa milanese di cui è originario, o anche “de la Gippa”, per via dell’ampia casacca che era solito indossare.

Dosseno maschera commedia arte

DOSSENO: maschere commedia dell’arte

Dosseno proviene dalla tradizione latina della fabula atellana (farsa popolare, originaria della città di Atella, irriverente e sboccata, caratterizzata dalla presenza di tipi fissi, fortemente caratterizzati nell’aspetto e nel comportamento),

Meneghino maschera commedia arte

MENEGHINO: Maschere commedia dell’arte

Meneghino è la maschera tipica di Milano. La probabile origine del suo nome risale ai “Menecmi” di Plauto, oppure al “Menego” di Ruzante, oppure più semplicemente dal nome dei servi utilizzati nelle ricorrenze domenicali, chiamati “Domenighini”.

Polichinelle maschera commedia arte

POLICHINELLE: maschera commedia dell’arte

Polichinelle è la derivazione francese del tipo di Pulcinella. Diffuso negli scenari delle Commedie a partire dal Seicento, Polichinelle ci appare caratterizzato da una grande gobba e da una maschera con un enorme naso adunco che gli conferiva la caratteristica voce stridula.

Pulcinella: maschere della commedia dell'arte

PULCINELLA: maschere della commedia dell’arte

Pulcinella: una delle maschere della commedia dell’arte più note dell’Italia meridionale. La sua origine risale al Seicento. Alcuni tuttavia rintracciano le sue origini nei personaggi delle “fabulae atellanae” come Macco e Dosseno

Rugantino maschera commedia arte

RUGANTINO: maschera della commedia dell’arte

Rugantino: maschera romanesca del teatro dei burattini. il suo nome deriva da “ruganza”, arroganza. Ennesima variazione del Capitano, visto nella sua forma più popolare, impersona il tipo del litigioso inconcludente sempre sopraffatto dalle brighe che provoca.

barba le mie vite nel terzo teatro

E. Barba: Le mie Vite nel Terzo Teatro

Eugenio Barba è uno dei grandi maestri del teatro del ‘900. A quasi sessant’anni dalla creazione dell’Odin Teatret, Le mie vite nel terzo teatro è il grande libro della sintesi. Questa autobiografia ricostituisce con completezza la ricerca del senso di una missione creativa vissuta come mestiere, ma anche come differenza e rivolta. – Il Quaderno di Nessuno, anno XXIII, n ° 116 – 1/2024

pasolini

PASOLINI: Manifesto per un nuovo teatro

Il 1968 è l’anno dei grandi cambiamenti sociali, politici e culturali. Pasolini pubblica questo “Manifesto” in cui prende le distanze da tutto quello che era il teatro del suo tempo, ma non solo dalle modalità di far teatro, ma anche dagli spettatori – Il Quaderno di Nessuno, anno XXII, n ° 115 – 4/2023

gesto psicologico

Il Gesto Psicologico, appunti di Sandro Conte

Un esempio di Gesto Psicologico che tutti compiamo ogni giorno: il dare la mano. Ci sono 2 componenti: l’azione del dare la mano e le qualità con cui diamo la mano. Il dare la mano è il “cosa”: cosa faccio ? dò la mano. La modalità, la qualità con cui dò la mano è il “come” – Il Quaderno di Nessuno, anno XXII, n ° 114 – 3/2023

Odin teatret

E. BARBA: Era chiaro che volevano sbarazzarsi di me.

Il fondatore dell’Odin Teatret, Eugenio Barba, è stato per quasi due anni in aspra disputa con il suo successore, Per Kap Bech Jensen e con il consiglio di amministrazione del Nordisk Teaterlaboratorium (NTL). Ha scelto di dire “no grazie”… ha preso le sue cose private ed è andato via. In questa intervista Eugenio Barba ci racconta come la situazione si è deteriorata fino al suo abbandono – Il Quaderno di Nessuno, anno XXII, n ° 113 – 2/2023

Grotowski azioni realistiche

GROTOWSKI: conclusione sulle azioni “realistiche”

Grotowski mi disse: “Dopo il ‘sistema’ di Stanislavskij, venne il suo ‘metodo delle azioni fisiche’. Pensi che Stanislavskij si sarebbe fermato lì? No, è che morì. Ecco perché si è fermato. E io ho semplicemente continuato la sua ricerca. … e non ho solo ripetuto quello che lui aveva già scoperto”. – Il Quaderno di Nessuno, anno XXI, n ° 111 – 4/2022

Calderon de la barca la vita è sogno

Calderón de la Barca: La vita è sogno

Ogni volta che tentiamo di inquadrare La vita è sogno in uno schema esegetico finito, si ha come l’impressione che ci sfugga di mano, mostrandoci il suo caleidoscopico intreccio di piani, proponendoci nuove riflessioni. È il trionfo del molteplice barocco che, sotto l’apparente semplicità fiabesca, dietro un titolo che sembra il riproporsi di una formula consunta sottende interrogativi dalla valenza cosmica: cos’è la realtà? È il sogno finzione e la veglia realtà? O è l’inverso? Se la vita che viviamo non fosse che una rappresentazione in cui recitiamo una parte? – Il Quaderno di Nessuno, anno XXI, n ° 110 – 3/2022

Edipo re

Nuove interpretazioni dell’Edipo re: Pasolini, M. Fabien

Pasolini adotta nel film una narrazione lineare nella cronologia, mentre Sofocle inizia la tragedia in medias res.
Michèle Fabien pone nella sua rappresentazione teatrale come protagonista Giocasta, che con la parola e il corpo intrattiene con il pubblico con lungo monologo. Edipo non sta al centro del palcoscenico, come nel teatro greco, al centro vi sta Jocaste. – Il Quaderno di Nessuno, anno XXI, n ° 109 – 2/2022

Al lavoro con grotowski sulle azioni fisiche

GROTOWSKI: Cosa NON FARE in una improvvisazione

Thomas Richards ci racconta che “lavorando per due settimane con Grotowski in California, cominciai a capire cosa vuol dire improvvisazione all’interno di una struttura.” Conclude: “la nostra improvvisazione era servita da lezione perfetta per vedere cosa esattamente dovevamo non fare nel lavoro con lui.” – Il Quaderno di Nessuno, anno XXI, n ° 108 – 1/2022

amleto

Amleto: la vendetta del dubbio

Siamo lieti di pubblicare questo breve saggio di Marzia Samini su un personaggio che

“è un faro letterario, che illumina e guida, ancora oggi, schegge di io impazzite che diventano inchiostro su pagina, che diventano creature, che diventano miti: Amleto è tutto questo e di più…il ‘dubbio amletico’; tarlo ansimante e sogghigno notturno, il dubbio tormenta, trafigge, insinua…ma, a questo punto, siamo costretti a chiederci: di cosa dubitava Amleto? – Il Quaderno di Nessuno, anno XX, n ° 107 – 4/2021

Grotowski

GROTOWSKI: attività e Azioni Fisiche

Grotowski faceva sempre rilevare la differenza tra azioni fisiche da una parte e attività, movimenti, gesti e sintomi dall’altra, dicendo che questa confusione è uno degli errori elementari che si fanno quando si prova a lavorare secondo il “metodo delle azioni fisiche” di Stanislavskij. – Il Quaderno di Nessuno, anno XX, n ° 106 – 3/2021

grotowski apocalipsis

GROTOWSKI: Progetto Montagna 1975 – 1978

Grotowski accenna per la prima volta ad una iniziativa chiamata Progetto Montagna nell’estate del 1975.

Il Progetto Montagna, svoltosi a Wroclaw e dintorni, richiese un lavoro che complessivamente durò dall’autunno 1976 alla fine di luglio del 1977. Di fatto, fu probabilmente il più grande Progetto Parateatrale mai realizzato, sia per il suo campo d’azione pratico che per ampiezza e profondità di concezione – Il Quaderno di Nessuno, anno XX, n ° 104 – 1/2021

Strasberg Il sogno di una passione

IL MISTERO DEL METODO STRASBERG RISOLTO

All’Actors Studio si insegna all’attore a lavorare “da dentro a fuori” per arrivare a creare potenti ritratti psicologici dei personaggi, a mettere l’anima nella sua recitazione. Infatti “metterci l’anima” potrebbe essere il motto che contraddistingue l’approccio di Lella Heins alla pratica applicazione del Metodo Strasberg, anzi il Metodo tout court. – Il Quaderno di Nessuno, anno XIX, n ° 102 – 4/2020

Manifesto pubblicitario per il debutto di Ubu Roi di Alfred Jarry, regia di Aurélien Lugné-Poe, Théâtre de l’Oeuvre, 17 febbraio 1869.

Nascita della regia teatrale: storia di un’inconsapevolezza

Le tesi maggiormente diffuse intorno all’avvento della regia sono due: una che vede la regia come avvenimento prettamente novecentesco, nato da una volontà di svecchiamento delle istanze teatrali e sorretto da spettacoli dall’alta caratura spirituale e sociale; l’altra che considera la regia un modo naturale di fare teatro, rinvenibile, seppur con prassi differenti, in ogni epoca. – Il Quaderno di Nessuno, anno XIX, n ° 101 – 3/2020

Eugenio Barba

Considerazioni sulla Metodologia Teatrale di Eugenio Barba

…Eugenio Barba, fondatore dell’ISTA (International School of Theatre Anthropology) e dell’Odin Theatret, compagnia precorritrice del Terzo Teatro, propose una teatralità che piantava le proprie radici in uno spazio altro, esterno, quasi nascosto, in cui venivano annullate le dinamiche tradizionali e gli assiomi classici dell’arte teatrale accademica; creando così una spinta alternativa che condusse la pratica drammaturgica verso lidi inesplorati e che provocarono, letteralmente, una scossa negli ambienti artistici degli anni 60. – Il Quaderno di Nessuno, anno XIX, n ° 100 – 2/2020

Grotowski e Barba

EUGENIO BARBA: L’ODIN, I MAESTRI E IL SESSANTOTTO

Presentiamo questa intervista ad Eugenio BARBA di inizio 2019. Nel leggerla ripercorriamo la storia e anche il presente di questo gruppo che ha segnato indelebilmente la storia del teatro dei nostri giorni: il lavoro sul corpo, modello Living e modello Odin, come nasce uno spettacolo dell’Odin – Il Quaderno di Nessuno, anno XIX, n ° 99 – 1/2020

Strasberg Il sogno di una passione

STRASBERG: l’improvvisazione a teatro

Il libro di Strasberg ha un andamento discorsivo: appunti di lavoro, memorie di teatro, citazioni di maestri, ecc

Un testo in cui in ogni pagina, come in un feuilleton d’autore, il lettore si chiede: ” …e poi ?” Presentiamo un breve stralcio su uno dei momenti più importanti del training dell’attore: l’improvvisazione – Il Quaderno di Nessuno, anno XVIII, n ° 98 – 5/2019

L'albero odin teatret

Eugenio BARBA: l’Albero e le sue radici

Nei primi mesi del 2019 l’ Odin teatret di Eugenio Barba è stato Roma con mostre, seminari, performances e lo spettacolo L’ALBERO.

Nel foyer del teatro Vascello, dove si è replicato lo spettacolo L’Albero, era in vendita un volumetto “L’albero”, sulla genesi dello stesso spettacolo. Come nasce l’idea di uno spettacolo ? Come si sviluppa nel regista ? Quale è l’approccio degli attori ? Tutto questo, ed altro, c’era nel prezioso volumetto. – Il Quaderno di Nessuno, anno XVIII, n ° 97 – 4/2019

Eugenio Barba

Eugenio Barba lascia la direzione del Nordisk TeaterLaboratorium

Il 29 marzo 2019 compare sul sito dell’Odin teatret una lettera di Eugenio Barba che comunica di lasciare la direzione dell’Odin teatret dal 31 dicembre 2020. La lettera, sintetica ma nello stesso tempo intensa e ricca di ricordi e riflessioni., ripercorre il percorso dell’Odin dalla nascita. – Il Quaderno di Nessuno, anno XVIII, n ° 96 – 3/2019

Danza Buto

Nutrimento dell’anima: la danza buto

Kazuo e Yoshito Ono rappresentano oggi i più illustri esponenti di una recente ma ormai duratura tradizione, la danza buto, il cui linguaggio ancora in costante evoluzione ne testimonia la sempre fertile vitalità. Le loro parole di danza, altrettanto vitali, tanto ricche di esperienza concreta come d’immaginario poetico, ci permettono di entrare discretamente, con la cognizione e l’emozione, nel mondo complesso e affascinante di un’arte venuta di lontano, ma che abbraccia con pienezza il diffuso desiderio umano di svelare nella creazione artistica il mistero del nostro essere nel mondo. Le parole e le immagini di Kazuo e Yoshito si offrono in queste pagine come possibile luogo ideale di questo svelamento, non solo per gli amanti della danza, ma anche per tutti i lettori sensibili alla poesia della vita. – Il Quaderno di Nessuno, anno XVIII, n ° 95 – 2/2019

Capitan Matamoros maschera commedia arte

Commedia dell’Arte: professionisti e dilettanti

Durante il tempo specificatamente dedicato alla festa, il carnevale, gli attori di professione si incontrano con un altro tipo di teatro, superficialmente assai simile al loro, ma diviso, invece, da una barriera insuperabile: il teatro dei dilettanti, fatto non per mestiere, e per guadagno, ma come piacere del carnevale. “Scorrendo la cronaca carnevalesca romana del Seicento…ci si rende conto che la commedia, specie quella con maschere e dialetti, è uno dei momenti più intensi del Carnevale. Viene rappresentata da attori non professionisti nelle accademie, nei collegi…nelle case degli ambasciatori e della nobiltà….Alla commedia non mancano di partecipare i cardinali e lo stesso papa – Il Quaderno di Nessuno, anno XVIII, n ° 94 – 1/2019

Bouvard e Pecuchet

BARBA-SAVARESE: Bouvard e Pécuchet dialogano sulla storia del teatro e sugli attori

Nella premessa del volume di Barba-Savarese “I Cinque continenti del Teatro”, al punto 2, troviamo questo affascinante dialogo tra due personaggi: Bouvard e Pécuchet. Ma chi sono costoro ?

I protagonisti di un romanzo incompiuto di Gustave Flaubert pubblicato postumo nel 1881? Sì, certo! Ma in questo caso chi si cela dietro i due svagati Bouvard e Pécuchet? Sospettiamo, immaginiamo, ipotizziamo che si “nascondano” abilmente i due autori del testo cui facciamo riferimento: Eugenio Barba e Nicola Savarese. Dunque cosa può esserci di meglio che “ascoltarli”, come fossimo in loro compagnia davanti ad un caffè. – Il Quaderno di Nessuno, anno XVII, n ° 93 – 6/2018

Pulcinella

L’uso della maschera

Qual è il motivo per cui attori greci e romani, i comici dell’Arte e molti attori non europei non recitarono mai a viso scoperto, e come poteva il loro pubblico – senza mai vederli in viso – tributar loro un vero e proprio culto? … L’attore moderno è orgoglioso della mobilità del suo viso e dell’espressione dei suoi occhi e mai, per niente al mondo, acconsentirebbe a ricoprire la più bella parte della sua persona con un pezzo di cuoio o di cartone….E tuttavia attori eccellenti usavano la maschera. Quale poteva essere, dunque, la sua utilità? – Il Quaderno di Nessuno, anno XVII, n ° 92 – 5/2018

Il segreto della commedia dell'arte

VACHTANGOV: come si saluta il pubblico

Evgenij B. Vachtangov (1883 – 1922) , è uno dei più importanti esponenti del Primo Studio del Teatro D’arte di Mosca (MChT) di Stanislavskij. Nel 1922 Vachtangov dirige la Principessa Turandot di Carlo Gozzi (1720 – 1806). Ci fa piacere pubblicare le parole con cui lo stesso Vatchtangov si rivolge agli attori indicando come, alla fine dello spettacolo, ci si dovesse congedare dal pubblico. – Il Quaderno di Nessuno, anno XVII, n ° 91 – 4/2018

Cechov tra sorelle

CECHOV: Tre Sorelle

Nel marzo 1989 Luca Ronconi mette in scena Le Tre Sorelle di Cechov

Ma qual’è il senso più vero del testo di Cechov ? A distanza di tanti anni non intendiamo recensire lo spettacolo, ma invece utilizzare alcune dichiarazioni dello stesso Ronconi e stralci di recensioni, perché ci permettono di penetrare i segreti di uno dei capolavori dell’autore russo e del teatro di tutti i tempi. – Il Quaderno di Nessuno, anno XVII, n ° 90 – 3/2018

Barba Savarese i cinque continenti del teatro

BARBA-SAVARESE: I Cinque Continenti del Teatro

I due autori de “L’arte segreta dell’attore” completano la loro ricerca sui presupposti dello spettacolo indagando, in questo libro, le tecniche ausiliarie che, nella loro varietà e materialità, riguardano: le diverse circostanze e i tempi che generano gli spettacoli teatrali; – Il Quaderno di Nessuno, anno XVII, n ° 89 – 2/2018

Teatro Bolsoj Mosca

Il Metodo Stanislavskij e la fisiologia delle emozioni

Il saggio è la traduzione di una parte del lavoro del neurofisiologo P.V. Simonov, “Metod K.S. Stanislavskogo i fisiologija emocij” (1962), che aveva come obiettivo il verificare fino a che punto il lavoro di Stanislavskij potesse essere utilizzato in protocolli terapeutici di alcune patologie psichiche- Il Quaderno di Nessuno, anno XVII, n ° 88 – 1/2018

Il tacchino Feydeau

FEYDEAU: Il Tacchino (Le Dindon): analisi linguistica

“Il Tacchino” (1886) …fa parte della stagione che potremmo definire tardo Vaudeville…è una delle opere più complesse di Feydeau sia per quanto riguarda la struttura…sia per quanto riguarda l’utilizzo da parte dell’autore di tutti e sei gli aspetti della comicità teatrale: la comicità dei gesti, dei movimenti, delle forme, di situazione, di linguaggio, delle idee e di carattere. Rappresentata per la prima volta al Palais-Royal nel 1886. – Il Quaderno di Nessuno, anno XVI, n ° 86 – 3/2017

Camillo Delminio

Teatro della Memoria di Giulio Camillo Delminio

Giulio Camillo detto Delminio (Portogruaro, 1480 – Milano, 15 maggio 1544) è stato un umanista e filosofo italiano noto per aver concepito un sogno: il Teatro della Memoria o Teatro della Sapienza, costruito secondo il modello vitruviano, ed in cui, tramite un sistema di associazioni mnemoniche per immagini, avrebbero dovuto essere archiviate tutte le conoscenze umane, anticipatore delle moderne enciclopedie. – Il Quaderno di Nessuno; anno XVI, n ° 84 – 1/2017

Rosso di san secondo

Rosso di San Secondo: la giovinezza ed il consenso al regime

Rilettura critica de “La roccia e i monumenti” di Pier Maria Rosso di San Secondo volta ad evidenziare il tema dello scontro tra individualità libera e convenzioni del sistema sociale. Attraverso un confronto con un altro lavoro di grande successo di Rosso, “La signora Falkestain”, si ipotizza un coinvolgimento biografico dello scrittore nelle vicende dei suoi personaggi. – Il Quaderno di Nessuno, anno XV, n ° 83 – 5/2016

Eugenio Barba

E. BARBA: Università Plymouth 2005

Eugenio Barba: discorso in occasione della Laurea Honoris causa conferitagli dall’Università di Plymouth nell’ottobre del 2005. “La professione teatrale… prima ancora di caratterizzarsi per il mestiere di produrre immagini e spettacoli, si è contraddistinta come professione in esilio – o professione dell’esilio…” – Il Quaderno di Nessuno, anno XV, n ° 81 – 3/2016

Teatro Bolsoj Mosca

STANISLAVSKIJ: Conversazioni al teatro Bol’soj,1918

Mosca 1918. Nel novembre gli artisti del Teatro d’Opera del Bol’soj invitarono a un solenne ricevimento gli artisti del Teatro d’Arte. Stanislavskij propose di creare uno studio per i futuri cantanti-attori. Lezioni pubblicate come Conversazioni al Teatro Bol’soj. – Il Quaderno di Nessuno, anno XV, n° 80 – 2/2016

Grotowski teatro povero

GROTOWSKI: Per un Teatro Povero (prima parte)

Nel 1968 esce una raccolta di saggi intitolata “Per un teatro Povero” (Bulzoni Editore 1970). Una sorta di manifesto delle tecniche teatrali ideate da Jerzy Grotowski (1933-1998), che hanno rivoluzionato il teatro. Grotowski, insieme al suo allievo Eugenio Barba, direttore e fondatore dell’Odin Teatret, è considerato uno dei padri del teatro contemporaneo. – Il Quaderno di Nessuno, anno XIV, n ° 78 – 4/2015

Nietzsche

NIETZSCHE: nascita della tragedia, apollineo, dionisiaco

Nel 1871 Federico Nietzsche in “La nascita della tragedia” introduce la distinzione tra apollineo e dionisiaco: la prima, si traduce in immagini di serena compostezza e si manifesta nelle arti figurative.. l’altra attiene alle pulsioni sotterranee dell’inconscio e si esprime nella musica… – Il Quaderno di Nessuno, anno XIV, n ° 75 – 1/2015

Barba arte segreta attore

E. BARBA: ISTA, International School of Theatre Anthropology

“…L’arte segreta dell’attore è il libro più importante sulle tecniche della recitazione uscito dopo Per un teatro povero di Jerzy Grotowski ” (Journal of Dramatic Theory and Criticism, USA) … pubblicato per la prima volta nel 1982 come risultato delle prime sessioni della Scuola Internazionale di Antropologia Teatrale (ISTA), fondata e diretta da Eugenio Barba… – Il Quaderno di Nessuno, anno XIII, n ° 72 – 3/2014

Pirandello

PIRANDELLO: Teatro e Letteratura

1918: è l’anno de “Il Giuoco delle parti”, di “Ma non è una cosa seria” e di questo breve articolo in cui Luigi PIRANDELLO ci pone davanti al quesito: scrivere per il teatro è opera letteraria o il teatro è solo per il teatro ? – Il Quaderno di Nessuno, anno XIII, n ° 70 – 1/2014

Eugenio Barba

E. BARBA: università avana, cuba 2002

…”Il teatro è un mostro ….Solo la rivolta ci può proteggere, una rivolta contro noi stessi, E’ tra le braccia di questo “Mostro” che ci trascina Eugenio BARBA in questo Suo discorso per il conferimento del dottorato honoris causa da parte dell’ISA, Instituto Superior de Artes dell’Avana il 6 febbraio 2002. – Il Quaderno di Nessuno, anno XII, n ° 69 – 5/2013

grotowski laboratorio

GROTOWSKI: Arte come Veicolo, Arte come Presentazione

Normalmente in teatro si lavora alla visione che appare nella percezione dello spettatore. Questa è la particolarità de L’arte come presentazione. All’altra estremità della lunga catena delle performing arts sta l’arte come veicolo, che non cerca di creare il montaggio nella percezione degli spettatori, ma negli artisti che agiscono. Questo è già esistito nel passato, nei Misteri degli antichi…. – Il Quaderno di Nessuno, anno XII, n ° 68 – 4/2013

lebreton sorgenti

Yves LEBRETON: SORGENTI, nascita del teatro corporeo

Il maestro Ives Lebreton ci prende per mano e ci porta a spasso nel teatro del ‘900 (e non solo nel teatro) . Come se, ascoltandolo narrare, stringessimo fiduciosi da un lato la Sua mano e con l’altra mano ci ritrovassimo a stringere anche quella di Decroux, Grotowski ecc, e tutti fossero lì intorno a noi, magari anche in pantofole e vestaglia. – Il Quaderno di Nessuno, anno XI, n° 63 – 4/2012

brook grotowski

Peter BROOK: Insieme a GROTOWSKI

Dal primo incontro avvenuto negli anni sessanta, fino alla scomparsa di Jerzy GROTOWSKI (1933-1999), In questo libro di Peter BROOK, grazie ai testi, alle conferenze, alle testimonianze, seguiamo il percorso del regista polacco, alla ricerca di una forma perfetta, dell’arte come veicolo. – Il Quaderno di Nessuno, anno XI, n° 62 – 3/2012

Nekrosius

Intervista a Eimuntas NEKROSIUS

Nel 2001 Eimuntas NEKROSIUS allestisce la sua regia del Gabbiano di Anton CECHOV per i giovani attori dell’Ecole des Maîtres, una produzione CSS Teatro stabile di innovazione del FVG – Teatro Metastasio Stabile della Toscana, in collaborazione con la Biennale di Venezia… – Il Quaderno di Nessuno, anno XI, n° 61 – 2/2012

Eugenio Barba

Eugenio BARBA, Università Bologna 1998

Eugenio Barba ci trasporta nelle molte case dei sogni: dalla biblioteca di Oslo in cui scoprire che erano esistite Auschwitz, Katyn, Hiroshima; al deserto della Namibia in cui scomparire; all’Odin ed a tutti i suoi componenti: la nostra casa dei sogni; ai professori dissidenti dell’Università di Bologna… – Il Quaderno di Nessuno, anno X, n ° 59 – 2011

Tatiana Pavlova

L’opera di Tatiana Pavlova…

L’attrice e regista russa Tatiana Pavlova, al crocevia delle trasformazioni teatrali italiane del primo Novecento…, ha incarnato con la sua opera un ideale ponte tra i vivaci ed inediti percorsi stilistico-narrativi intrapresi dal teatro internazionale (specificamente russo) e la tradizione scenica del Bel Paese. – Il Quaderno di Nessuno, anno X, n ° 58 / IV-2011

Decroux parole sul mimo

E. DECROUX: Rapporto tra mimo e parola

Teatro di parola, Teatro fisico: è possibile mescolare le due tradizioni ? Su questo tema le parole di Etienne DECROUX dal suo “Parole sul Mimo”, il primo grande classico del teatro gestuale contemporaneo nonché il primo libro scritto da un mimo sulla sua arte. – Il Quaderno di Nessuno, anno X, n ° 57 – III/2011

Franco Ruffini

F. RUFFINI: Stanislavskij e il “teatro laboratorio”

“Con nomi e protagonisti diversi, il teatro laboratorio ha traversato il teatro del Novecento…come un’autentica realtà rivoluzionaria….Il nome originario, però, è stato “studio”, e il primo è stato il Primo Studio del Teatro d’Arte di Mosca, fondato da Stanislavskij nel 1912.” – Il Quaderno di Nessuno, anno X, n ° 56 / marzo/aprile 2011

Cechov Giardino ciliegi

CECHOV: Il Giardino dei Ciliegi

CECHOV: Il Giardino dei Ciliegi- concepì quest’opera come una commedia. Tuttavia Stanislavskij la diresse come una tragedia.
ATTI 1 – PERSONAGGI 11 (6 Uomini , 5 Donne) di cui 6 principali – DURATA 60′

Seminario Teatrale Il Gesto PSICOLOGICO

Roma 18 - 19 maggio 2024, 10 ore di lavoro – ISCRIZIONI


Seminario Teatrale Il Gesto PSICOLOGICO

da Stanislavskij a Grotowski e all’ Odin Teatret di Eugenio Barba - seminario diretto da Sandro Conte

 

“Bisogna ammettere nell’attore l’esistenza di una sorta di muscolatura affettiva corrispondente alla localizzazione fisica dei sentimenti” (A. Artaud; Il teatro e il suo doppio, pag 242).

 

Dal momento che il gesto psicologico è composto dalla volontà, permeata di qualità, può facilmente comprendere ed esprimere la completa psicologia del personaggio.

 

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