ARLECCHINO: maschere commedia dell’arte

ARLECCHINO: maschere della commedia dell’arte

ARLECCHINO: nascita della maschera

Arlecchino è la maschera più nota della Commedia dell’Arte

Arlecchino maschere commedia arte

Di probabile origine francese. Herlequin o Hallequin era il personaggio del demone nella tradizione delle favole francesi medievali. Nel Cinque-Seicento divenne maschera dei Comici dell’Arte, con il ruolo del “secondo Zani” (in bergamasco è il diminutivo di Giovanni) il servo furbo e sciocco, ladro, bugiardo e imbroglione, in perenne conflitto col padrone e costantemente preoccupato di racimolare il denaro per placare il suo insaziabile appetito.

Col passare del tempo il carattere del personaggio andò raffinandosi: l’aspro dialetto bergamasco lasciò il posto al più dolce veneziano, l’originaria calzamaglia rattoppata divenne via via un abito multicolore col caratteristico e ricercato motivo a losanghe, ingentilirono gli originari lineamenti demonici della maschera nera, così come la mimica e la gestualità.

Nel corso del Settecento Arlecchino divenne oggetto di svariate interpretazioni ad opera di diversi autori, fra cui Carlo Goldoni, che rivestì il personaggio di un carattere sempre più realistico.

I più grandi interpreti che vestirono l’abito multicolore, furono Tristano Martinelli (m. 1630), Domenico Biancolelli (1646-1688), Angelo Costantini (1654-1729), Evaristo Gherardi (1663-1700) e ai nostri giorni gli indimenticabili Marcello Moretti (1910-1962) e Ferruccio Soleri.

ARLECCHINO: nascita della maschera



Arlecchino maschere della Commedia dell’Arte

Arlecchino is the most famous of the Commedia dell’Arte masks. It probably has French origins (Herlequin or Hallequin was a demon figure Arlecchino maschera commedia artein Medieval French tales), and in the 16th and 17th centuries it became the Commedia players’ mask, together with the role of the second zanni (in Bergamo dialect, a nickname for Giovanni), a crafty servant figure who is a thief, liar and trickster, at loggerheads with his master and obsessed with getting money to buy food to satisfy his enormous appetite.
Over the years the character has grown more refined; his strong Bergamo brogue has transmuted into the softer lilt of the Venetian dialect and today his originally tattered costume is magnificently multicoloured.
During the 18th century Arlecchino was interpreted and rewritten by numerous authors, including Carlo Goldoni who made him more realistic.
Among the famous actors, who have donned this multicoloured costume, we might mention: Tristano Martinelli (died in 1630), Domenico Biancolelli (1646-1688), Angelo Costantini (1654-1729), Evaristo Gherardi (1663-1770) and in more recent years, Marcello Moretti (1910-1962) and Ferruccio Soleri

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