Il mio Natale
“Il Mio Natale”, uno spettacolo dove “Mio” non sta per mio personale, ma in cui ogni spettatore possa dire: “Mio”
Cuore, Anima, Spirito
Il mio Natale
Cartiera Appia Antica, Roma, 20 dicembre 2025, ore 17,00
EDIZIONE 2025 – SLIDE SHOW – RECENSIONE
Come è andata
Nel 2022 la direzione del Parco dell’Appia Antica di Roma e della Cartiera Latina ci invitano a rappresentare una versione de “Il Giardino dei Ciliegi” di Cechov in occasione della festa giapponese della fioritura dei ciliegi.
Nel settembre 2025 mi arriva una telefonata dal Parco dell’Appia antica di Roma e Cartiera Latina, in cui mi si chiede di realizzare il “Presepe Vivente” come nella tradizione di Greccio proposta da San Francesco nel 1223.
Ci rifletto un po’, sono incerto. Il tema è di indubbio interesse, ma esula dal mio percorso artistico. Alla fine decido che se ho dei dubbi, e ne ho, vuol dire che lì c’è un ostacolo da superare: accetto.
Con la viva collaborazione degli attori della Compagnia del Teatro di Nessuno, mi pongo l’obiettivo di non replicare l’oleografia del Presepe Vivente, come si poteva vedere su internet. Ma proporre invece il Mio Presepe Vivente, dove “Mio” non sta per mio personale, ma “Mio” in modo che ognuno, assistendo allo spettacolo, potesse dire “Mio”.
Breve presentazione
1979 Forse il mio primo Natale lontano da Napoli fu a Varsavia, temperatura – 22 gradi e il mio amico Francesco si lamentava:” addo’ simm venute, addo’ m’e purtate…terra straniera”, solo perchè nella cena della vigilia non c’erano, come sempre, gli spaghetti alle vongole, ma il Barszcz czerwony, la minestra di rape rosse, e la Carp Smazony.
La storia del Natale è sempre la stessa, la conosciamo tutti, religiosi e non, da sempre ed è sempre la stessa. Eppure…eppure siamo sempre pronti a vedere la nuova versione della stessa storia. Cos’è che ci cattura?
Ci cattura questa storia universale, senza tempo e senza confini. Che stimola una radicale conversione del pensare, del sentire, del volere. Un riacutizzarsi di quelle qualità dell’anima che ci consentono di afferrare, non con la ragione, ma col cuore, il messaggio universale che essa stessa sottende.
Forse val anche la pena di raccontare questa storia come al coagularsi di una pluralità di sollecitazioni esterne, riconciliate in un quadro sincretistico.
Non è solo il desiderio di rivivere qualcosa che si conosce, il potere della finzione ci fa scivolare in un tempo atemporale. Siamo testimoni di vicende altrui, ma che ci appartengono e quindi contemporaneamente dialoghiamo con un parte segreta di noi stessi. La storia della nascita di Cristo è la nostra storia. Diceva Tolstoj: “racconta il tuo villaggio, racconterai il mondo” che potremmo parafrasare in racconta questa storia e racconterai te stesso.
Ma cerchiamo di inquadrarla anche nel suo contesto storico
Prima della nascita di Cristo c’era la festa del Fuoco e del Sole, perché in questo periodo c’è il solstizio d’inverno, cioè del giorno più corto dell’anno.
Nella Roma pre-cristiana dal 17 al 24 dicembre si festeggiano i Saturnali in onore di Saturno, dio dell’agricoltura ed è un periodo dove si vive in pace, si scambiano doni, sono abbandonate le divisioni sociali e si fanno sontuosi banchetti. Nel 274 dopo Cristo, l’imperatore Aureliano decide che il 25 dicembre si festeggi il Sole.
A questo puto si dovrebbero essere formati 2 ensemble: l’ensemble degli attori e l’ensemble degli spettatori che possono procedere insieme per entrare emotivamente nella storia del Natale, nella nostra storia aiutati dalle parole di Madre Teresa di Calcutta, Buzzati, Rodari, Merini, Brecht, Spaziani, Capote, Housman, Quasimodo.
EDIZIONE 2025 . SLIDE SHOW
Roma, Cartiera Appia Antica, 20 dicembre 2025, ore 17,00
Drammaturgia e regia Sandro CONTE
Aiuto regia Rosi CALOGERO
Musiche: Einaudi, Patasini, Preisner
Con: Floriana AMBROSELLI, Rosi CALOGERO, Federica DI COLA, Giusi FABIANI, Costanza LAUDISIO, Alessia LA VALLE, Giovanni MELOTTI, Gabriele STAGNO, Claudia TIDEI
Citazioni da: Madre Teresa di Calcutta, Buzzati, Rodari, Merini, Brecht, Spaziani, Capote, Housman, Quasimodo, De Serio.
Recensione della direzione del Parco Appia Antica – Cartiera Latina

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