Strasberg sulla memoria sensoriale
STRASBERG sulla memoria sensoriale
Il Quaderno di Nessuno – 3166 iscritti / anno XXV, n ° 126 – 3/2026
Percorsi, genealogie, memorie e pratiche del teatro contemporaneo.
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Lee Strasberg
STRASBERG sulla memoria sensoriale
(Adattato e rielaborato da “The Lee Strasberg notes”, Lola Cohen – A cura di Gabriele Stagno che ringraziamo)
Il nuovo numero della nostra rivista è dedicato al lavoro di Lee Strasberg sulla memoria sensoriale, uno strumento capace di trasformare un oggetto immaginario in una realtà viva e vibrante, un pilastro del suo metodo e uno dei temi più discussi dell’eredità stanislavskiana.
Attraverso un adattamento e una rielaborazione dei Lee Strasberg Notes, esploriamo come i cinque sensi diventino strumenti per risvegliare l’immaginazione, dare vita agli oggetti scenici e generare emozioni autentiche senza ricorrere all’imitazione muscolare.
Dalla “morning cup” agli esercizi di percezione, dalla separazione dei sensi alla loro integrazione, questo numero approfondisce il cuore del lavoro: sedurre i sensi per rendere reale ciò che è immaginario.
Vi invitiamo a leggere questo numero non solo come teoria, ma come una guida per la pratica quotidiana.
Strasberg sulla memoria sensoriale
I sensi…
…detengono la chiave della vita e dell’esperienza. Allenare la memoria delle sensazioni – detta memoria sensoriale – aiuta la capacità di credere alla presenza di oggetti immaginari e ad agire con essi con verità, risvegliando le emozioni.L’allenamento procede attraverso esercizi in cui l’attore utilizza tutti e cinque i sensi per arrivare a rispondere in modo tanto pieno e vivido agli oggetti immaginari in scena quanto è capace di fare con oggetti reali nella vita. Questi esercizi non sono necessariamente eseguiti con la logica dei movimenti fisici normalmente associati al comportamento relativo a quell’oggetto, altrimenti l’esercizio può diventare esteriore e portare i muscoli a prendere il sopravvento e imitare.
Usiamo oggetti immaginari come…
…una tazza, un albero, il cielo, un medaglione, una fotografia, e persino un essere umano, per risvegliare la mente e stimolare l’immaginazione al fine di entrare in contatto con la memoria sensoriale per ricreare nella propria immaginazione qualsiasi oggetto o gruppo di oggetti che, combinati in una scena sul palcoscenico, stimolino l’esperienza desiderata richiesta dalla scena.

Strasberg e Stanislavskij
Sedurre i sensi
A poco a poco gli oggetti prenderanno vita mentre gli esploriamo attraverso i cinque sensi, concentrandoci su olfatto, udito, tatto, gusto e vista. È importante separare i sensi quando si esplora un oggetto, perché nessun singolo senso può mai comprendere un oggetto completamente. Questo è illustrato dal vecchio esempio degli uomini ciechi e dell’elefante: ognuno tocca una parte diversa dell’elefante ma commette l’errore di pensare che quella sia l’intero elefante. Uno tocca la proboscide e pensa che l’elefante sia come la proboscide, un altro tocca la gamba e pensa che sia come la gamba. Qualcun altro tocca la coda, ecc. Nessuna singola parte è la realtà totale. Come gli uomini ciechi, quando prendiamo una parte della realtà per l’intero commettiamo un grave errore.
Allo stesso tempo, i sensi sono sviluppati in modo diseguale in ogni essere umano e rispondono in modo diverso. Alcuni sensi sono più forti. Anche se tutti i nostri sensi partecipano all’atto dell’esperienza, alcune persone fanno esperienza più attraverso la vista che attraverso l’udito. Altre persone fanno esperienza più attraverso la percezione cinestetica che attraverso udito, tatto o vista. E’ importante fare uno sforzo e usare tutti i sensi.
A fine giornata…
Prendi l’abitudine di chiederti quale esperienza sensoriale è avvenuta oggi e che vorresti ripetere. Questo ti rende più osservatore e più capace di ricreare oggetti a volontà. Ma non sforzarti troppo per far funzionare le cose. L’energia non deve essere forzata, ma utilizzata. Non sostituire mai l’energia con lo sforzo. Quando pensi di ricevere una risposta, controlla di non essere in tensione. La tensione toglie valore a tutto ciò che fai. Cerchiamo la realtà sensoriale, non l’azione dei muscoli.
The morning cup exercise
Il primo esercizio riguarda la bevanda mattutina quotidiana dell’attore. Usa qualunque tazzina, tazza o bicchiere che conosci bene e versa del caffè o qualsiasi cosa ti piaccia bere a colazione. Non iniziare a bere finché non hai prestato attenzione a ogni dettaglio dell’oggetto, concentrandoti su:
1. Ciò che vedi.
Di che colore è? Ha bordi taglienti o lisci? È lucida o opaca?
Ha qualche motivo? Qual è il motivo? Colore e forma del motivo? La tazza è
pulita o sporca?
2. Cosa senti quando la tocchi.
Solleva la tazza, è pesante o leggera? Facile da maneggiare? È calda? Fredda?
3. Che odore ha?
Intenso o leggero? Cremoso? Ha odore oppure no?
4. Assaggiala!
Ha un sapore dolce, salato o amaro?
5. Che suono fa?
Avvicina l’orecchio alla tazza e ascolta eventuali suoni. Ascolta anche mentre
bevi, mentre il liquido passa sfiorandoti le labbra nella bocca, gola e stomaco.
Ora siediti e…ad occhi chiusi ripeti le stesse domande con la tazza immaginaria!
Ricorda di non imitare ciò che hai fatto con l’oggetto reale. Rivivi le sensazioni, non l’imitazione fisica di un comportamento muscolare ricordato.
L’intero esercizio dura circa 15 minuti.
Quando usi la tua immaginazione…
…per aprire le porte a tutti i sensi, diventi reale, vivo, vivido e vero. Avrai allora la
convinzione, la fede e l’immaginazione per creare la realtà viva in scena.




