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La storia de Giulietto, de Marisa e... , recensione di Dafne De Dominicis


La storia de Giulietto, de Marisa e... , recensione di Dafne De Dominicis

      
     
Autore Recensione: Dafne De Dominicis

Breve curriculum: sono laureata in lettere all'università degli studi di Roma La Sapienza, ho esperienza di scrittura giornalistica maturata presso svariate riviste locali e universitarie ed esperienza di palco come attrice

Titolo Spettacolo: La storia de Giulietto, de Marisa e della mano in chiesa

Breve sinossi: Scritto ed interpretato dall’attrice e cantante romana Elisabetta Tulli e diretto da  Mauro Simone, lo spettacolo racconta di Marisa, giovane fioraia in cerca del vero amore. Tra gli strascichi della guerra e la voglia di emancipazione, la protagonista rifiuta il matrimonio combinato dal padre con Giulietto, pizzicagnolo dal cuore romantico. I genitori di lei sempre in lite, la nonna che ama il gelato, il carabiniere piemontese, Musumeci, il suocero mafioso, la rivale in amore Camilla, la maga, popolano questo colorato affresco, in cui la versatile attrice ricorre all’aiuto di una gonna “multiuso” per evocare, all’occorrenza, oggetti e figure ma fa anche appello alla complicità della fantasia del pubblico che non può non sentirsi immediatamente coinvolto.

Autore del testo: Dafne D.D.

Città in cui è rappresentato: Roma

Genere: Commedia

Atti: 1

In scena dal...al (date): 26/03/2015 - 29/03/2015 Elenco principali attori: Elisabetta Tulli, Cristiano Lui

Regia: Mauro Simone


La storia de Giulietto, de Marisa e... , recensione di Dafne De Dominicis

      
     
 
Recensione
 
 
«Suona suona mia chitarra / lascia piangere il mio cuore /senza casa e senza amore / mi rimani solo tu / Se la voce è un po’ velata / accompagnami in sordina / la mia bella fornarina / al balcone non c'è più…».

Molti lettori – soprattutto quelli originari di Roma – riconosceranno immediatamente il testo di questa famosa canzone, associandolo alla magnifica voce di Claudio Villa e di Gabriella Ferri. Si tratta di “Chitarra romana”. Ma una delle tante sorprese, tutt’altro che negative, della rivisitazione di classici della tradizione musicale romana come questo, attuata dall’autrice e interprete Elisabetta Tulli, nel suo spettacolo “La storia de Giulietto, de Marisa e della mano in chiesa”, è intanto quella di sentire una nuova voce femminile far proprie queste parole e le note che le accompagnano (una voce potente e melodiosa, che conquista nell’immediato l’ascoltatore) e di scoprire come, l’aver sostituito a quella “chitarra” che si darebbe quasi per scontata, l’arrangiamento di una fisarmonica (suonata dal vivo da Cristiano Lui), risulti altrettanto efficace e di forte impatto.

E che dire di “Tu' padre co' tu' madre”, i cui versi, simpaticissimi, risultano ancora più buffi e divertenti, quando è la stessa interprete a prestare mimica del volto, gestualità e voce per entrambe le parti protagoniste di questo brano: «Tu' padre co' tu' madre / piu' de vent'anni fa / sbajarono li calcoli / prima de' consuma' / Sinno' - me pare chiaro - nun dovevo sta' a penza' / che c'ho 'na donna a carico / che me fa dispera'» comincia il “lui” della canzone, che nello spettacolo diventa il padre della giovane fioraia Marisa, spettatrice impotente di fronte ai continui bisticci e litigi dei genitori. «Riportame da mamma / si nun ce voi piu' sta' / ma poi nun fa la vittima / nun te ripresenta'. / Nun trovo pace 'n'attimo, ma chi me lo fa fa'? / A stamme a rode er fegato / cor rischio de schiatta'» ribatte, stizzita, “lei”, mentre Marisa tenta di intervenire inutilmente, per placare gli animi.

È a storie come queste, che si è ispirata la penna di Elisabetta Tulli, per dare vita ai personaggi che animano il monologo (che a dire il vero monologo non è) musicale ambientato nella Roma degli anni ’50, che narra del matrimonio programmato per Marisa col pizzicagnolo Giulietto, al quale lei, giovane sognatrice del grande amore, si oppone con tutte le forze e la fantasia.

Non sono solo testi noti, quelli proposti nella sceneggiatura: a stupire è anche la bellezza di brani inediti, firmati dalla stessa Tulli, che entrano immediatamente nel cuore, come “Te vojo scorda’” vincitore del Festival della Canzone Romana nel 2010.

Prosa e musica di alternano e trasportano lo spettatore tra battute divertentissime, allusioni esilaranti e momenti di romanticismo.