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Racconti - Recensione di Cristiana CITTADINI


Racconti - Recensione di Cristiana CITTADINI

      
     
AutoreRecensione:  Cristiana Cittadini

cristiana.cittadini@virgilio.it

Titolo Spettacolo: RACCONTI
Breve sinossi: Tre Racconti, tratti dalle oscure storie di Edgar Allan Poe: “Il cuore rivelatore”, “Il gatto nero” e “Il genio della perversione”.Il tema dominante è l’omicidio, che accomuna i tre protagonisti dei racconti proposti: i tre carnefici si abbandonano alle loro confessioni e a riflessioni sulla vita, poco prima di morire.

Autore del testo: Edgar Allan Poe

Città in cui è rappresentato: Roma
Genere: Dramma
Atti: 1
In scena dal...al (date): dal 23 novembre al 5 dicembre

Elenco principali attori: Diego Migeni,Sebastiano Gavasso,Sofia Vigliar

Regia: Andrea Teodori


Racconti - Recensione di Cristiana CITTADINI

 
     

Recensione:

 

Nell’intimità del Teatro Stanze Segrete, tra specchi ed un gioco di luci
ed ombre, va in scena “Racconti”, tratto dalle oscure storie di Edgar
Allan Poe: “Il cuore rivelatore”, “Il gatto nero” e “Il genio della
perversione”. A proporlo, con la regia di Andrea Teodori, l’Associazione
culturale “Novembre” ed è proprio nella letteratura noir, che la giovane
Compagnia trova una delle sue migliori dimensioni artistiche.
In questa trasposizione drammaturgica il tema dominante è l’omicidio, che
accomuna i tre protagonisti dei racconti proposti: i tre carnefici si
abbandonano alle loro confessioni e a riflessioni sulla vita, poco prima di
morire.
Poe riesce magnificamente ad analizzare quei lati della mente, che fino ad
allora, l’intera letteratura aveva frequentato mal volentieri. Tutti e tre
i racconti scelti hanno un protagonista che si è macchiato di un reato
orribile. Al di là della gravità dell’azione, è la modalità dell’atto
che spaventa, il criterio con cui i cadaveri sono stati occultati e poi
ritrovati, l’ossessione che smuove i protagonisti. Oltre ad essere
carnefici sono anche vittime, vittime del “genio della perversione”, che
in maniera subdola lavora nell’anima portandoti ad agire contro la tua
volontà. Nel loro caso a confessare l’omicidio.
La conseguenza di questa volontà indotta, è il braccio della morte, dove i
tre assassini in attesa di essere giustiziati hanno la possibilità di
riscattarsi, di raccontare le loro storie, le loro vite, ma soprattutto il
perché delle loro terribili azioni.
“Il cuore rivelatore”. La follia estrema si rovescia su di un povero
vecchio, la cui unica colpa è quella di avere un occhio “inquietante” e
un cuore dal battito fortissimo, tanto da infastidire il suo omicida, anche
dopo la sua morte! L’ossessione e la perversione di questo personaggio lo
spingono a ripetere sempre le stesse parole e gli stessi gesti, fino allo
sfinimento, a tal punto da rivelare lui stesso alla polizia dove ha nascosto
il cadavere della sua vittima.
“Il gatto nero”. Anche in questo racconto la perversione spinge il
protagonista a riportare alla luce, sotto gli occhi della polizia, il
cadavere della vittima, che ha brutalmente ucciso. Emozioni distorte,
passioni travolgenti sconvolgono la mente di quest’uomo, che si è
macchiato di un delitto tanto grave.
Ma “il genio della perversione” trova la sua migliore manifestazione
nell’ultimo racconto, dove la protagonista, con la sua gestualità e nel
continuo ripetere le stesse azioni durante tutto lo spettacolo, si dimostra
veramente schiava e vittima della perversione, in maniera più eclatante
rispetto agli altri due personaggi.