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5 pillole e 1 bara - Recensione di Domenico FATTORI


5 pillole e 1 bara - Recensione di Domenico FATTORI

      
     
Autore recensione: Domenico Fattori

Breve curriculum: Regista teatrale e cinematografico. Ufficio stampa per produzioni teatrali e testate on-line di cultura.

E-mail: domenicofattori@gmail.com
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Titolo Spettacolo: 5 pillole e 1 bara

Breve sinossi: Una commedia degli equivoci messa in scena dalla compagnia indipendente I 4 gatti al Teatro Aurelio di Roma (10-11 dicembre)

Autore del testo: Claudio Formica

Città in cui è rappresentato: Roma
Genere: Commedia
Atti: 2
In scena dal...al (date): 10-11 dicembre 2011 Elenco principali attori:
Eleonora Belcamino

Nathalie Cariolle

Andrea De Santis

Francesco Mazzei

Maurizio Mogarelli

Manuela Montanaro

Arianna Moro

Ezio Passacantilli

Alessio Romagnoli

Leonardo Santini

Cinzia Susino

 

coreografie di Valentina Pirritano

scenografia di Gianluca Fiore

costumi di Francesco Caruso

Regia: Claudio Formica


5 pillole e 1 bara - Recensione di Domenico FATTORI 
     

Recensione 

 

Se il Lexotan non fosse poi così narcotico...
 
Il potente narcotico noto a tutti con il nome di Lexotan si trasforma in Lexoton nell'eccentrica commedia 5 pillole e 1 bara di Claudio Formica, e ha effetti tutt'altro che soporiferi. Lo può testimoniare il pubblico del teatro Aurelio che il 10 dicembre ha assistito alla messa in scena di un funerale quanto mai singolare, in cui si disgelano gli scheletri nascosti di una famiglia borghese apparentemente perfetta. Piuttosto che tradursi in un accurato compianto, la cerimonia assumerà connotati grotteschi e vedrà l'intera famiglia impegnata a nascondere alla matrona e moglie del defunto, zia Victoria, i trascorsi sessuali equivoci del marito appena rivelati da un'inattesa ospite a caccia di danaro. I due figli terranno in mano le redini della comicità e condurranno le azioni di tutti gli altri membri della famiglia verso il comune obiettivo di "salvare la faccia", mentre a complicare la situazione e a farla precipitare sarà Douglas, il fidanzato di Nicole nipote del defunto, in preda agli effetti allucinati di una droga assunta a sua insaputa "sotto mentite spoglie".
Di certo la materia drammaturgica si presta a una resa vivace e esilarante, ma confesso che le scelte di regia hanno di certo valorizzato un soggetto di facile impatto: l'alternanza tra momenti eccessivi e momenti rappresentativi di un contegno borghese, gli squilibri ulteriormente introdotti da personaggi fortemente funzionali come l'ipocondriaco Scott, interpretato da Ezio Passacantilli di cui si apprezza molto la mimica facciale, e il drogato Douglas interpretato perfettamente da Leonardo Santini, l'intelligente scansione delle scene che assicurano sempre una coerenza temporale e tematica tra le diverse storie che si snodano in parallelo nella "triste" giornata, così come la scelta di far muovere i personaggi tra il pubblico per ovviare ad un palco troppo stretto per ospitare ben 11 attori che si muovono freneticamente, be' tutto ha concorso ad avvolgere il pubblico in una spirale di delirio che porta a perdonare anche degli inconvenienti tecnici (come una tenda trascinata incautamente da un attore, o una libreria pericolosamente oscillante). Ecco, forse se un neo dobbiamo rintracciare è nella gestione dello spazio scenico e nelle scelte di scenografia, che forse non hanno agevolato il movimento convulso degli attori: certo è difficile riuscire a ricavare due ambienti distinti in uno spazio così stretto, ma forse la scena poteva essere alleggerita in previsione dei momenti più agitati.
Comunque uno spettacolo valido, caratterizzato da un soddisfacente livello di professionalità degli attori (tra tutti si distingue, sia per l'importanza del personaggio, sia per la fisicità e per le spiccate doti da caratterista, Manuela Montanaro nei panni di Catherine, figlia del defunto, una scrittrice strampalata con tanto successo ma pochi soldi), nonostante qualche squilibrio che è sembrato più dipendere dall'improvvisazione resasi necessaria per ovviare a delle difficoltà tecniche. Sicuramente il teatro indipendente paga lo scotto di un'insufficienza economica che non garantisce allestimenti ottimali, ma è certo che se uno spettacolo del genere avesse una grossa produzione alle spalle saprebbe attingere sicuramente dei livelli ancora più alti.