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Oddio Mamma - Recensione di Alessandro PESCE

Oddio Mamma - Recensione di Alessandro PESCE

      
     
   

  • AutoreRecensione0:    ALESSANDRO PESCE
  • Titoloopera0:             ODDIO MAMMA
  • AutoreTesto0:             Sam Bobrick e Julie Stein
  • Teatro0:                  LA COMETA
  • Cittadirappresentazione1: ROMA
  • Genere0:                  Commedia
  • Lingua0:                  Italiano
  • Atti0:                    1
  • inscena0:                 5-25 OTTOBRE 2009
  • Regia0:                   DANIELE FALLERI

 
PrincipaliAttoriinscena0: FRANCA VALERI, URBANO BARBERINI    


Oddio Mamma - Recensione di Alessandro PESCE

 
     
 
 

 
Recensione:
 
ODDIO MAMMA !
di  Sam Bobrick e Julie Stein ( traduzione e adattamento di Urbano Barberini e Franca Valeri )
Regia: Daniele Falleri
Roma, Teatro La cometa, fino al 25 ottobre, poi in tournèè
 
Una madre ingombrante, Doris, possessiva oltre misura e manipolatrice , ma anche  bislacca e dotata di arguto sense of humour.
Il figlio over 40, Saverio, mai cresciuto che, resosi conto del malefico effetto dell'ombra materna, ma al contempo, non riuscendo a staccarsene, vive con la valigia in mano,  sempre pronto a peraltro vane fughe. 
Soltanto nel finale, forse,  sembra che i due possano  recuperare un rapporto maturo, mentre un'allusione a una nonna di eguale stampo ci fa pensare a un probabile archetipo con cui hanno a che fare tutte le generazioni....
Tutto qui. 
La piece di S.Bobrick e J.Stein, tradotta e adattata molto intelligentemente  dagli stessi interpreti Urbano Barberini e Franca Valeri, senza inutili riferimenti all'attualità ( salvo accenni alle nefandezze televisive), è strutturata secondo la collaudatissima formula dell'epistolario, come la celeberrima "Caro bugiardo" di Kilty e ha il suo punto di forza nell'ironia feroce e paradossale e nei dialoghi al vetriolo tipici di certa matrice angliosassone.
La messa in scena si fa  azione  soprattutto grazie ai movimenti dei due personaggi tra paradossali viaggi e avventure sopra le righe accennate appena da un velo, da un cappello o da una luna proiettata sullo schermo di un emiciclo che fa da fondale.
Poco importa soffermarsi sui limiti del testo, perchè la ragione vera per cui si va a vedere questo spettacolo-comunque divertente- , è lei, Franca, la quasi novantenne attrice, ormai mostro sacro ,da cui ci si aspetta -e arriva puntuale- la sua inconfondibile ma insieme sempre sorprendente genialità , cui la voce tremolante regala anche una ulteriore ( se possibile) carica di umanità, come avvenne a Eduardo nelle sue tardive stagioni. E Urbano Barberini è più di un 'ottima spalla,tra i due si avverte un profondo affiatamento da affinità elettive , rodato già da  molti riusciti spettacoli.
 
 

Alessandro Pesce