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Nel mondo magico delle Mille e una Notte, recensione di Paola Cecchini


Nel mondo magico delle Mille e una Notte, recensione di Paola Cecchini

      


     
Autore Recensione: Paola Cecchini

Titolo Spettacolo: Nel mondo magico delle Mille e una Notte

Breve sinossi: Sharȃzad racconta le storie principali ma accanto ad esse, si assiste ad una narrazione nella narrazione riprodotta su scale minori, con storie raccontate dai personaggi delle storie di Sharȃzad e così via. Ogni conclusione, infatti, è allo stesso tempo la fine di una storia e l'inizio di un'altra, dato che il meccanismo interno all'intreccio narrativo è potenzialmente in grado di far proliferare le storie raccontate senza fermarsi mai.

Autore del testo: Paola Cecchini

Città in cui è rappresentato: Pesaro

Genere: Commedia

Atti: 1

In scena dal...al (date): 27/9/2015 al 27/9/2015

Elenco principali attori: Diletta Acquaviva, Mariasilvia Greco, Francesca Agostini, Federico Brugnone, Mauro Lamantia, Serena De Siena, Lia Marchesini, Cosimo Ricciolino, Carlo Vannini

Regia: Andrea Baracco


Nel mondo magico delle Mille e una Notte, recensione di Paola Cecchini      
     
 


Recensione Nel mondo magico delle Mille e una Notte
 
Com'é noto, "Le Mille e una Notte" è una celebre raccolta di novelle orientali, costituita a partire dal X secolo, di varia ambientazione storico-geografica e composta da autori vari. È incentrata sul re persiano Shâhryår che- essendo stato tradito da una delle mogli- uccide sistematicamente tutte le altre spose al termine della prima notte di nozze. 

Sharȃzad, figlia maggiore del Gran Visir, decide di offrirsi volontariamente come sposa al sovrano, avendo escogitato un piano per placare l'ira dell'uomo contro il genere femminile.

Per far cessare l'eccidio e non essere lei stessa uccisa, la ragazza racconta al re una storia ogni sera, rinviandone il finale al giorno successivo. Va avanti così per mille e una notte (termine usato per indicare un periodo di tempo molto lungo) ed alla fine il re, innamoratosi di lei, le rende salva la vita.

Sharȃzad racconta le storie principali  ma accanto ad esse, si assiste ad una narrazione nella narrazione riprodotta su scale minori, con storie raccontate dai personaggi delle storie di Sharȃzad e così via. Ogni conclusione, infatti, è allo stesso tempo la fine di una storia e l'inizio di un'altra, dato che il meccanismo interno all'intreccio narrativo è potenzialmente in grado di far proliferare le storie raccontate senza fermarsi mai. Non sono le vite a produrre storie: sono piuttosto le storie a produrre personaggi che si credono in vita. Questo tema diviene il pretesto, il filo conduttore, la cornice che si fa elemento di raccordo tra visioni e frammenti in un tessuto teatrale multidisciplinare presentato a volte in forma continua, a volte in forma rapsodica. Questo espediente narrativo- che ha nell'opera uno degli esempi più illustri- è da alcuni paragonato a  quello del “teatro nel teatro” che giunge a noi attraverso Shakespeare fino a Pirandello.

Mi perdonino i lettori per questa introduzione, probabilmente un po' noiosa, ma non penso sia superflua. Credo sia importante ricordare questi elementi per non perdersi nella versione teatrale dell'opera, realizzata da Link Teatre a cui é stato affidato  il compito di concludere “Rocca Costanza Scena Aperta”, la rassegna di musica, danza e teatro organizzata da Amat, unitamente al Comune di Pesaro, con il sostegno di Banca dell'Adriatico e Aspes (per ragioni atmosferiche, lo spettacolo é andato in scena al Rossini di Pesaro).

La rappresentazione teatrale – diretta da Andrea Baracco – è il risultato di un percorso di due mesi di laboratorio avviato da Link Theatre nell’ambito del progetto di formazione avanzata a cura del DAMS di Link 

Campus University, con la supervisione artistica di Alessandro Preziosi.  

Finanziato da “Arcus - Società per lo sviluppo dell’arte, della cultura e dello spettacolo”, il progetto ha coinvolto 20 giovani attori provenienti da accademie d’arte drammatica e scuole di teatro internazionali, pedagoghi e registi, per dare vita ad un’esperienza di lavoro innovativa.

Scenografia e  costumi sono firmati da  Marta Crisolini Malatesta,  il video da  Santasangre. La drammaturgia del progetto, a cura di Tommaso Mattei e Vincenzo Manna, nasce chiaramente dalla mitologia e dalla fiaba ma si raccorda con l’attualità dei nostri giorni: utilizzando tutte le facoltà espressive, voce e corpo inclusi, gli attori-allievi hanno dato vita a storie concatenate l’una all’altra in un “teatro nel teatro”, costellato di poesia e musica, fino a costituire un arazzo che diviene un inno di speranza, un fiducioso canto alla vita.

E' veramente innovativo quello che abbiamo visto ieri sera: é uno spettacolo o meglio, un modo di far spettacolo a cui non siamo abituati. Ciononostante, il pubblico (all'inizio un po' perplesso e quasi intimorito per le numerose scene “scandalose” come sono state da taluni definite) ha apprezzato il lavoro e la fatica degli attori e soprattutto l'originalità del lavoro a cui ha tributato lunghi applausi alla calata del sipario.