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Mediano di Spinta - Recensione di Cristiana CITTADINI


Mediano di Spinta - Recensione di Cristiana CITTADINI

      
     
AutoreRecensione:  Cristiana Cittadini   

E-mail cristiana.cittadini@virgilio.it

Titolo Spettacolo: MEDIANO DI SPINTA

Breve sinossi: Il monologo di Michele La Ginestra porta in scena un uomo come tanti che si confronta con le pro-prie aspirazioni, i propri amori, le proprie sconfitte e con un foglio bianco sul quale si gioca un’altra partita, quella di riuscire a vincere le resistenze a scrivere una lettera indirizzata ad un amico “famoso giocatore”, che ha combattuto la propria battaglia con le proprie debolezze.

Autore del testo: Michele La Ginestra & Adriano Bennicelli
Città in cui è rappresentato: Roma
Genere: Commedia
Atti: 1

In scena dal...al (date): dal 26 aprile al 8 maggio

Elenco principali attori: Michele La Ginestra
Regia: Roberto Marafante 


Mediano di Spinta - Recensione di Cristiana CITTADINI 
     

Recensione


E’ la storia di un giocatore la cui presenza in campo, a causa anche della mancanza di particolari doti calcistiche, non verrà notata dai compagni di squadra ma, cosa ancora più disonorevole, non risulterà meritevole neanche di attenzione da parte degli avversari. Dai caldi pomeriggi estivi trascorsi a giocare a pallone in strada, all’esordio nella Roma Primavera, passando per il matrimonio con Ca-terina, fino all’arrivo nel Cesena. Una storia di calcio, di amore, di amicizia e purtroppo anche di solitudine, quella che soffre il mediano a centrocampo. Andreozzi arriva fino in Mozambico per ri-trovare se stesso. E scrivere finalmente a Tino.
Il monologo di Michele La Ginestra porta in scena un uomo come tanti che si confronta con le pro-prie aspirazioni, i propri amori, le proprie sconfitte e con un foglio bianco sul quale si gioca un’altra partita, quella di riuscire a vincere le resistenze a scrivere una lettera indirizzata ad un amico “famoso giocatore”, che ha combattuto la propria battaglia con le proprie debolezze.
Alla fine quella lettera verrà scritta e con essa verranno vinte quelle
ritrosie alle regole grammaticali circa il corretto uso della punteggiatura, che simpaticamente lo tormentavano.
E con essa viene vinta anche la ritrosia, che accomuna molti, nel non
riuscire a confrontarsi con i propri sentimenti nel timore che questi possano essere in qualche modo non rispettati.
Il monologo si sviluppa lungo una storia che vede la presenza di otto sagome, disegnate da Camilla Cuparo, che rappresentano altrettanti personaggi, come la moglie traditrice, l’allenatore sanguigno, la suora severa ma bonaria, la vivace genuinità di un ragazzino di un villaggio africano, il suocero, professore di lettere, inizialmente tanto distante da lui ma che si dimostrerà quello più vicino ed altri, tutti impersonati dallo stesso La Ginestra, il quale oltre a manifestare una notevole padronanza nell’uso dei dialetti, riesce con superba maestria e grande capacità a trasformare delle semplici sa-gome inermi in dei veri e propri personaggi.
Lo spettacolo è accompagnato in sottofondo dalle note suonate dal vivo da tre musicisti, Federica Rizzo (viola), Carla Tutino (contrabbasso) e Stefano Calderano (chitarra), che eseguono le musiche originali di Antonio Di Pofi e si inseriscono apparendo di volta in volta da dietro un velatino grazie al sapiente uso delle luci, riuscendo a creare un gradevole clima intimista che valorizza ulteriormente l’intero spettacolo.
Un racconto divertente, emozionante dedicato ad Agostino Di Bartolomei, calciatore della Roma che si è suicidato il 30 maggio 1994, esattamente dieci anni dalla finale di Coppa dei Campioni persa dalla Roma contro il Liverpool. Che poi è Tino, il caro amico a cui scrive il messaggio che non giungerà mai a destinazione.