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L'invisibile che c'è, recensione di Cristiana Cittadini


L'invisibile che c'è, recensione di Cristiana Cittadini

      
     
Autore Recensione: Cristiana Cittadini

Curriculum E-mail: cristiana.cittadini@virgilio.it

Titolo Spettacolo: L'invisibile che c'è

Breve sinossi: La storia di un padre che ha perso il figlio in un incidente stradale e trova conforto dal suo migliore amico, che cerca di risollevarlo insieme a suo figlio, dall'ex fidanzata del figlio scomparso e dal defunto stesso, di cui sentirà la presenza, la voce, per un motivo ben preciso.

Autore del testo: Antonio Grosso

Città in cui è rappresentato: Roma

Genere: Commedia

Atti: 2

In scena dal...al (date): Dal 7 al 19 aprile 2015

Elenco principali attori: Gennaro Cannavacciuolo (nella foto), Antonio Grosso, Antonello Pascale, Roberta Azzarone, Lello Radice

Regia: Paolo Triestino


L'invisibile che c'è, recensione di Cristiana Cittadini      
     
 


Recensione
 
L’invisibile che c’è
 
Al Teatro Nino Manfredi di Ostia assistiamo ad una commedia piacevole, che affronta temi drammatici, ma con allegria e leggerezza, in un’atmosfera quasi onirica.

 

Tutto si svolge all’interno dell’appartamento di un padre, che da pochi giorni ha perso suo figlio in un incidente stradale. Il suo dolore è immenso, insopportabile e il suo migliore amico cerca con ogni mezzo di alleviare le sue pene, perché il padre è perso nelle sue angosce e il grande silenzio è rotto solo dal rumore dei suoi trenini, infatti sul palcoscenico vediamo il plastico di una ferrovia sullo sfondo. Ma è curiosa la presenza di un passaggio a livello e di un binario sulla scena, che stanno a sottolineare la passione di quest’uomo per i treni, cosa che suo figlio gli ha sempre rimproverato, perché invece di giocare con questi era meglio si facesse una passeggiata all’aria aperta.

 

Lo spettacolo è incentrato sul tema dell’amore tra un padre ed un figlio, il legame che si crea tra di loro è forte, indistruttibile, ma cosa succede quando uno dei due viene a mancare? Come affrontare la morte di un figlio? L’amore e la vita hanno dinamiche sorprendenti, ma anche la morte, perché il padre torna a sentire la voce del figlio scomparso e solo alla fine della rappresentazione si capirà il motivo per cui egli è rimasto incastrato tra il mondo terreno e l’aldilà.

 

La tristezza e la solitudine di quest’uomo ad un tratto viene confortata dall’arrivo improvviso dell’ex fidanzata del defunto, che con la sua solarità e un po’ di ottimismo riesce a strappare qualche sorriso al povero padre. Tra lacrime e gioie lo spettatore si ritrova coinvolto in un turbinio di emozioni, trasportato in una realtà fitta di mistero e sentimenti contrastanti, dove l’amore fa da padrone, sempre.