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ELENA, recensione di Mariella De Santis


ELENA, recensione di Mariella De Santis


MARIELLA DE SANTIS

Breve curriculum
Mariella De Santis è nata sul mare di Bari in un raro giorno di neve nel 1962. Vive attualmente tra Roma e Milano.
Ha pubblicato libri di poesia, prosa, teatro. E' tradotta in inglese, arabo, tedesco. Collabora con artisti, musicisti, radio nazionali ed estere. È stata vice direttore di Smerilliana, annuale di civiltà poetiche. E' autrice teatrale rappresentata. I suoi ultimi libri sono LA CORDIALITA' (Nomos, 2014) e Vinerotiche e altre delizie( 2015.

Titolo Spettacolo
ELENA

Breve sinossi
Ritsos pubblica nel 1970 la raccolta Quarta dimensione in cui rivisita la grande mitologia greca attraverso la scrittura di poemetti lirici. Elena è uno di questi. Qui la bellissima che scatenò la guerra di Troia la ritroviamo anziana che rivive e rivela la narrazione della sua vita.

Autore del testo
Ghiannis Ritsos

Città in cui è rappresentato
Roma

Genere
Dramma

Atti
1

In scena dal...al (date)
20 febbraio al 4 marzo 2018.

Elenco principali attori
Elisabetta Pozzi.

Regia
Andrea Chiodi.



ELENA, recensione di Mariella De Santis


Non si dovrebbe perdere l'occasione di vedere Elisabetta Pozzi in questa magistrale prova d'attore che esalta il grande testo di Ritsos. La regia di Andrea Chiodi riesce a lasciare intatto il senso drammaturgico dell'azione scenica partendo da un poemetto lirico . La Elena che ci viene proposta non è né perdente né vincente, assume su sé il senso della Storia in cui ha voluto trovarsi per il piacere di piacere, trovando solo in questa possibilità la capacità di essere considerata in un mondo che, dalle sue parole, emerge quale una brutale contrapposizione tra virili istinti di sopraffazione. Elisabetta Pozzi è capace di attraversare una estesa varianza di umori, riuscendo a trasformare corpo e viso solo in potenza del suo profondo convincimento rispetto al testo che ha scelto di portare in scena. Peraltro l'attrice aveva già interpretato Cassandra, di cui lei stessa aveva curato la drammaturgia con ciò indicando una tensione di ricerca specifica che non manca di dare i suoi frutti. Regista e interprete hanno deciso di rispettare il ritmo poematico ma facendone uscire la sfolgorante struttura drammaturgica. Il ritmo si amplifica attraverso la potenza di un corpo che moltiplica la scena mentre si muove in un bar, topos della memoria umida, sfranta, ma anche luogo di impossessamento di un femminile che non accetta di essere sotto la suola della Storia, anche a rischio di sangue che macchia equanimamente presente, passato e futuro. Spettacolo molto apprezzato dalla critica ma che avrebbe meritato un pubblico molto più numeroso, seppure quello che vi ha assistito, è stato, ancora una volta, catturato dalla varia assoluta bellezza di Elena.