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IL CODICE D'AVINCIO - Recensione di Denny ARRICHIELLO


IL CODICE D'AVINCIO - Recensione di Denny ARRICHIELLO

 


     
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Breve curriculum: Nato a Napoli nel Giugno 1978. Dopo gli studi classici e successivamente pedagogici, si diploma in regia e tecnica cinetelevisiva tra Cinecittà e l'AG Studios. Successivamente si diploma alla Scuola Italiana di COMIX. Diplomato in arti drammatiche Accademia Napoletana, è autore dal 1999, scrittore, attore. Vincitore del Premio Amici di Totò 2001, del Premio Pulcinella 2004, Miglior Regia, miglior testo, Premio il Grifone 2009.


Titolo Spettacolo: IL CODICE D'AVINCIO
Breve sinossi: Parodia del celebre romanzo di Dan Brown "Il Codice Da Vinci", questo spettacolo finge di essere la vera storia che ha ispirato lo scrittore inglese. Si pone quindi come il prequel del film ormai celebre di Ron Howard. E' un misto di commedia e musica, coreografie e affascinanti racconti dai toni noir e caratterizzati dai ritmi di un thriller americano, nonostante sia ambientato tra Napoli e Gerusalemme, e tra Parigi e la Russia. Uno squattrinato discendente di Leonardo Da Vinci parte alla ricerca del Santo Graal scoprendo che il senso stesso del viaggio è il tesoro più prezioso da trovare.

Autore del testo: Denny Arrichiello
Città in cui è rappresentato: Napoli
Genere: Commedia
Atti: 2
In scena dal...al (date): 12 gennaio 2013 al 13 gennaio 2013
Elenco principali attori: NANDO VEROLINO (è Gerry D'Avincio); GIANPIETRO IANNEO (è Tommaso Botticella); VALENTINA MOLINARI (è Sofia); TITTY GAGLIARDI (è Cristina Tibia); MIRKO GIACCI (è Silas); GIANNI GALEPRO (è Giacomo Soniello); MIMMO VISCONTI (è Remo Labarca); RENATO MOSELLA (è il Direttore dell'Hermitage); ENZO IMBIMBO (è Oman Ammurì); BIAGIO CIPOLLETTA (è Affan Kul); DENNY ARRICHIELLO nel ruolo dell'investigatore Leon. 
Coreografie di Mayte Giannino.
 
 


Regia: Denny Arrichiello


IL CODICE D'AVINCIO - Recensione di Denny ARRICHIELLO

 
     

Recensione


 
IL CODICE D'AVINCIO


Si tratta dello spettacolo musicale "IL CODICE D'AVINCIO" parodia del celebre libro e film Il Codice Da Vinci. 12 e 13 gennaio 2013 al Teatro LE MASCHERE di Arzano - Napoli. Prodotto dall'Associazione CI SIAMO ANCHE NOI di Napoli, col Patrocinio del Comune di Napoli.
Un misto di commedia brillante e musica, coreografie e canzoni, per raccontare la storia di uno squattrinato pittore napoletano, discendente del celebre Leonardo Da Vinci, che si trova al centro di un grosso mistero che lo porterà in giro per il mondo alla ricerca del Santo Graal.
Tra gli ingredienti, un misterioso omicidio nel Museo di Capodimonte, la storia d'amore tra Gerardo D'Avincio il protagonista, e Sofia, segreta custode del mistero dei Cavalieri Templari, l'irriverente comicità dell'assistente Tommaso Botticella e la puntigliosa ricerca di Leon, cupo investigatore il tutto condito dall'immancabile follia del male impersonata da un frate killer imbranato, un fanatico santone ed una archeologa senza scrupoli.
Passando per Gerusalemme, nel bel mezzo della guerra con il Libano, per il Louvre di Parigi e la Russia, il CODICE D'AVINCIO narra la ricerca di un improbabile Santo Graal napoletano, anche attraverso bellissime canzoni di ERA, suggestive coreografie realizzate da Mayte Giannino, e comicissime scene scritte, dirette e interpretate da Denny Arrichiello.
 
Allora non solo la parodia del noto e discusso film tratto dal libro di Dan Brown, ma un vero e proprio racconto che può far venire a galla delle verità sconosciute.
Lo spettacolo infatti, che è musicale ed esilarante, divertente e profondo, dal messaggio molto chiaro e lampante, si snoda attraverso una serie di scene dalla comicità brillante e musiche coinvolgenti, con balletti che vengono ad essere vere e proprie coreografie narative che reggono poi la storia e il racconto che finge di essere la storia da cui Dan Brown ha poi tratto la sua idea.
 
La trama in soldoni. Cristina Tibia è una perfida archeologa, interessata solo al denaro. Un giorno viene in possesso di antichi manoscritti sul Mar Morto. Essi sono pezzi del Vangelo apocrifo di Tommaso, il quale pare parlare di una presunta unione di Cristo con la Maddalena. La bella Cristina, allora scrive un libro in cui testimonia di come il famoso e mitico Santo Graal non sia un oggetto ma solo la metafora del ventre della Maddalena messa incinta da Gesù. Cristina sta per diventare ricca grazie al suo libro, e ai soldi offertigli da uno scrittore inglese che vuole scrivere un romanzo sulle sue tesi, e pagarla.
In quella però... Giacomo Soniello, direttore del Museo di Capodimonte di Napoli, suo amico, le rivela che il Santo Graal, contrariamente a quanto lei afferma, esiste ed è un calice miracoloso, e che lui lo custodisce insieme ad altri colleghi internazionali in un segreto posto in Russia.
 
Ecco che Cristina allora decide che distruggere il Graal significherebbe non poter provare che le sue scoperte siano fittizie. E così fà.
Come? Ingaggia un uomo senza scrupoli, fondatore di una Setta fanatica cristiana, interessato a far sì che le tesi di Cristina Tibia vadano avanti. 
Remo Labarca, così si chiama il religioso, vuole che la sua setta occupi un posto migliore nel panorama delle religioni mondiali, e quindi spera in un rapido vacillare della Chiesa Cattolica, colpita dalle scoperte di Cristina Tibia.
 
Silas, è il suo braccio destro, incaricato di farsi rivelare dai custodi del Graal il posto dove esso è custodito per poterlo distruggere e cancellare così le prove che esista. Senza volere, però, uccide Soniello, ultimo a conoscenza del luogo esatto del Graal.
 
E qui entra in scena Gerardo D'Avincio, discendente di Leonardo Da Vinci, che si trova ad affrontare un viaggio alla ricerca del Graal, per mostrarlo a tutti e fare in modo che nessuno possa più credere che, come dice l'archeologa, il Graal non sia un oggetto ma un simbolo.
 
Ora, lo spettacolo è molto bello e divertente... la storia e le musiche sono bellissime e le coreografie sono stupende. Ma c'è da dire che molto c'è di vero nel testo narrato.
Pare davvero che il Santo Graal esista, e sia un calice molto particolare. Un calice non di legno, ma di vetro, nel cui vetro radioattivo siano rimaste impresse le immagini dell'ultima cena attraverso un metodo fotografia inventato da Gesù in persona.
Pare che esso si trovi ora nel Museo dell'Hermitage a SanPietroburgo, tra i cristalli degli Zar, e che illuminato possa mostrare a tutti le immagini fotoimpresse nel suo vetro.
Alcuni studiosi giurano di vedere in quelle immagini il tavolo dei dodici e Gesù, il viso di Gesù e alcuni dicono anche il volto della Gioconda.
 
Leggenda o realtà? Vale la pena documentarsi.
E lo spettacolo è tutto basato sulle scoperte di questi studiosi che ritengono di aver visto e fotografato il Sacro Graal. C'è da credergli? Noi intanto ci ridiamo sù.