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MA CHE BELL'IKEA - Recensione di Debora CUTULI


MA CHE BELL'IKEA - Recensione di Debora CUTULI

      
     
Autore Recensione:  Debora Cutuli

Titolo Spettacolo: MA CHE BELL'IKEA 

Breve sinossi: Periferia nord di Roma. Un palazzo in costruzione, appartamenti in vendita sono il teatro dell’incontro-scontro tra due strane coppie, una di borghesi radical-chic in fuga da una suocera invadente, l’altra di super-coatti in ascesa sociale.

Autore del testo: Gianni Clementi
Città in cui è rappresentato: Roma
Genere: Commedia
Atti: 1
In scena dal...al (date): dall'11 dicembre 2012 al 6 gennaio 2013 Elenco principali attori: Paola Minaccioni, Riccardo Fabretti
Regia: Enrico Maria Lamanna


MA CHE BELL'IKEA - Recensione di Debora CUTULI

 
   

Recensione


 
MA CHE BELL'IKEA


L'intreccio si snoda intorno alle storie di due giovani coppie moderne molto diverse tra loro, entrambe alle prese con l'acquisto della nuova casa, e quindi con l'esigenza di emancipazione e costruzione di una propria identità. Ogni coppia è caratterizzata da sue storture ed attuali nevrosi, ma dopo una breve serie di vicissitudini in qualità di vicini di casa il feeling tra i due sessi delle rispettive coppie non tarda a scattare. Come dire gli opposti si attraggono, anche se a far da sfondo a questo luogo comune stavolta c’è un nuovo moloch chiamato IKEA, entità unificatrice dei vari ceti sociali grazie ad una distribuzione capillare e instancabile di idee arredo e suppellettili, al grido di “Una brugola per tutti!”. Lo svelamento/sgomento, ma allo stesso tempo l’avvicinamento tra le due coppie è dato proprio dagli interni dei rispettivi appartamenti: UGUALI IDENTICI. Divani, mobili e lampade dai nomi improponibili e l’immancabile stampa di Klimt, che … quanti di noi abbiamo o avremmo voluto acquistare? Ed ecco che una commedia apparentemente leggera diventa motivo di riflessione su temi come l’omologazione, la fragilità ed i condizionamenti della vita moderna. A concludere il quadro due attori abilissimi e ben assortiti. Risate garantite e sana autocritica.