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Andrea la magnifica - Recensione di Paolo Sesto


Andrea la magnifica - Recensione di Paolo Sesto

      
     
Autore Recensione: Paolo Sesto

Titolo Spettacolo: Andrea la magnifica

Breve sinossi: Una compagnia amatoriale di giovani cerca di mettere in scena un testo teatrale. Per attirare pubblico e salvare il vecchio teatro, che rischia di essere demolito, decide di affidare il ruolo del protagonista ad un attore emergente che ha raggiunto la popolarità grazie alle fiction televisive. Sarà l'inizio di un'avventura divertentissima, in cui si mescolano le classiche situazioni di rivalità, gelosia, amore e amicizia, orgoglio e meschinità care al teatro, tra prove malriuscite e gag esilaranti, il tutto “dietro le quinte” di un vero e proprio spettacolo.

Autore del testo: Isabelle Canidelier

Città in cui è rappresentato: Roma

Genere: Commedia

Atti: 2

In scena dal...al (date): 14 al 17 Marzo Elenco principali attori: Iaeli Anselmo, Pietro Morachioli, Carlotta Proietti, Emanuele Guzzardi, Alessio D'Amico

Regia: Eugenio Pochini


Andrea la magnifica - Recensione di Paolo Sesto
 
     

 

Recensione


 
Andrea la magnifica


Tante risate ed applausi per il “magnifico” cast di “Andrea la magnifica”.

      Riadattare un testo teatrale non è mai una cosa semplice. Tuttavia il regista Eugenio Pochini ci riesce, cimentandosi nell’arrangiamento della commedia della drammaturga francese Isabelle Candelier, in scena al teatro Trastevere dal 14 al 17 marzo, e regalandoci un testo gradevole e divertente.

      Strizzando l’occhio e scimmiottando la più celebre serie televisiva “Boris”, Pochini esibisce una critica divertita di certe situazioni che esistono nel panorama del teatro (e non solo). Chi si limita a godere di uno spettacolo come prodotto finito non si rende conto – spesso e volentieri – di quanta fatica si debba fare per metterlo in scena. E, ovviamente, non può conoscere le relazioni che esistono tra i vari attori (e magari il

regista) durante le prove.

      Quello di tutto il cast si rivela essere quindi una grande prova di

coraggio: mettere in mostra ciò che avviene “dietro le quinte” di una rappresentazione teatrale senza lasciarsi andare a troppi giri di parole. 

L’idea è efficace, così come lo sono gli attori, chiamati ad interpretare i ruoli di una scalcinata compagnia amatoriale che cerca di mettere in scena uno spettacolo con l’ausilio di un attore di fiction come protagonista. Il risultato è subito evidente: scompiglio ed anarchia attraversano le prove, in un susseguirsi di gag rocambolesche e surreali che vedono tutti i personaggi muoversi sul palcoscenico come tante formiche impazzite.

      Attraverso una scenografia che ricorda gli spettacoli delle elementari, assistiamo infatti ad una carrellata di personaggi stereotipati fino all’eccesso, che diventano specchio della realtà teatrale, a partire da Andrea (Iaeli Anselmo) chiamata a fare da suggeritrice e che vive in un mondo tutto suo. L’interpretazione sottomessa e complessata ci regala indubbiamente tenerezza per quella che in gergo verrebbe definita “l’ultima ruota del carro” e per cui non si può provare che ammirazione e simpatia. Tenuta in disparte per quasi tutta la durata della messa in scena, sarà proprio Andrea a risollevare le sorti dello spettacolo, aiutata in extremis da Roberto, (Emanuele Guzzardi), tecnico volgare ed “attore improvvisato”, la cui fantastica interpretazione avviene soprattutto durante le prove della scena dell’orso. Esempio classico e spassoso di maestranza, abituato nell’arte di arrangiarsi, entra subito in conflitto con il personaggio di Gianpaolo (Alessio D’Amico), stereotipo dell’attore divo che lascia trapelare tutta la presunzione di chi si sente già realizzato in ambito artistico (cosa che accade molto spesso) e che non si rende conto dell’inadeguatezza di ciò che dice. A più riprese egli tenterà di modificare il copione per i propri interessi e di adescare la povera Giannina (Carlotta Proietti), attrice oca e stupida, ugualmente inadeguata e totalmente ignorante, che ci regala il suo miglior virtuosismo nel lungo monologo detto tutto di un fiato, sbagliando ritmi e tempi di entrata e d’uscita. Infine Alessio (Pietro Morachioli) il regista della compagnia che rischia il collasso nervoso, pronto a qualsiasi tipo di compromesso pur di “portare a casa” il suo lavoro. Azzeccata la scelta registica di farlo sedere in mezzo al pubblico per dirigere le prove, così come è azzeccata la scelta di trasformare tutto il teatro nel palcoscenico dove questi personaggi si muovono e fremono.

      Titolo volutamente ambiguo, “Andrea la magnifica” risulta essere uno spettacolo corale che racconta il teatro nel teatro e che riesce a far divertire e a scatenare numerosi applausi a scena aperta, mostrandoci una realtà che esiste e che non tutti accettano. Consigliato a chi ha voglia di divertirsi con semplicità e  tanta bravura…