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7 Atti Impuri, recensione di Marcello Manente


7 Atti Impuri, recensione di Marcello Manente

 

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Titolo Spettacolo
7 Atti Impuri

Breve sinossi
Commedia in 7 atti (pure impuri) che passa dal nano in gesso dalle qualità miracolose, ai problemi di uno stormo di anitre dal ciuffo cinerino, senza dimenticare la noiosa vita di un branco di pesci improvvisamente movimentata dalla comparsa di un'esca che i poveri pesci a malincuore risparmiano. Nulla lega personaggi e vicende dei vari atti, se non l'atmosfera di fondo piena di ironia, assolutamente dissacrante, sfacciata e per certi aspetti iconoclasta.

Autore del testo
Stefano Disegni

Città in cui è rappresentato
Trieste

Genere
Commedia

Atti
3 o più

In scena dal...al (date)
dal 14 aprile 2018

Elenco principali attori
Cristiano Bartole, Fernanda Flamigni, Davide Miceli, Viola Mombelli, Franco Naglein, (Danila Attruia)

Regia
Franco Naglein

 


7 Atti Impuri, recensione di Marcello Manente

 

 

Il gruppo teatrale Gli Ammoniaci colpisce ancora, con una nuova produzione che lascia il segno dalla prima scena all’ultima battuta.

Un susseguirsi di situazioni che invitano ad osservare il mondo da punti di vista poco usuali, ma sempre ironici ed arguti. Entriamo così nella quotidiana monotonia di un branco di pesci, improvvisamente rallegrata dalla comparsa di un’esca; conosciamo le argute tecniche commerciali di un venditore di divinità (e non aggiungiamo altre specificazioni) che cerca di piazzare i suoi prodotti facendoli corrispondere, in qualche modo, ai desideri dei suoi clienti; entriamo dentro uno stormo di anitre dal ciuffo cinerino, in formazione di volo, appassionandoci ai problemi organizzativi interni e ai tentativi del capobranco di farsi un pochino gli affari suoi.

Insomma, sette atti pieni di ironia, dissacranti, sfacciati.

Sette atti completamente diversi, decine di personaggi, si passa in pochi minuti dal miracoloso nano da giardino alle formiche aliene, eppure ci si sente sempre profondamente dentro al nostro, di mondo, alla nostra quotidianità. Perchè se vuoi averla vinta devi rompere le scatole, stressare gli altri (La morte, come uscirne vivi) e se la religione ti aiuta a vivere, almeno scegliti quella che ti fa star meglio (L’ultimo modello di Dio).

Il lavoro è tratto da “12 atti impuri – per un teatro senza vergogna” del disegnatore e umorista Stefano Disegni.

La prima rappresentazione si è tenuta lo scorso 14 aprile a Trieste, allo spazio ACTIS in via dei Corti. Con la regia di Franco Naglein e l’assistenza tecnica di Marina Alzetta.