Lady AIDS

Inviato da DanielaFava il Mar, 09/03/2019 - 16:45
Durata
tra 30 e 60 minuti
Anno di Stesura
2017
Lingua
Italiano
Genere
Dramma
Numero Atti
1
Sinossi

          Il presente testo teatrale rappresenta un viaggio introspettivo, non solo del personaggio protagonista ma di tutto il genere umano, attraverso una malattia che, se sottovalutata, ancora oggi semina la morte: l’AIDS. E’ un’opera che analizza tutti gli aspetti della patologia: l’ignoranza, la negazione, la paura, l’esclusione sociale, ma in particolar modo un tratto che spesso non viene preso in considerazione, cioè la rabbia e la voglia di vendetta che, purtroppo, in alcuni casi, si insedia nell’animo di chi è stato contagiato. 

           Non è solo la tradizionale storia di donne e di uomini alle prese con la malattia: l’intento è soprattutto quello di aprire l’animo alla comunicazione e alla riflessione mediante una disquisizione filosofica, partendo proprio dal tema della morte. Un’occasione, dunque, insolita di confronto con la morte, di poter meditare sulle nostre responsabilità come cittadini che hanno il diritto e il dovere di informarsi e conoscere. È la stessa Morte a parlare al pubblico, il quale si ritrova davanti un personaggio raffigurante un’entità che, in un primo momento, si vanta dell’eternità della sua natura e del suo essere implacabile, ma che, successivamente, l’amore puro e sincero di un giovane cuore riesce a impietosire, rimandando persino l’ora della dipartita da questo mondo.

          L’impatto iniziale del pubblico con la protagonista - l’anima di una giovane donna deceduta per aver contratto il virus dell’HIV che ha scatenato l’AIDS - avviene con un personaggio all’apparenza rigido, il cui scopo è solo “farsi giustizia da sé”. E’ proprio la  protagonista, durante la sua narrazione, a mettere a nudo, nel contempo, una società falsa e corrotta, fatta di uomini che si atteggiano a seduttori, corteggiatori irresistibili che, anche se a casa hanno moglie e figli che li aspettano, continuano a riscuotere un certo credito presso il mondo femminile e a vantare la fama di “conquistatori”. Sono proprio questi, “carnefici e vittime” al tempo stesso, come in una lenta carrellata, coloro a cui la Morte farà visita durante la drammatizzazione, poiché infettati dal virus dell’HIV, trasmesso loro dalla protagonista per una sorta di “vendetta personale”.

          Il pubblico alla fine scoprirà, dietro questa crosta durissima che avvolge il personaggio protagonista, un ammirevole senso di umanità in cui l’odio è stato sconfitto dall’amore. Il dramma, inoltre, nella parte finale, vede l’entrata in scena di Lady AIDS che si rivolge al pubblico con toni a volte ironici e sarcastici, discutendo su tutti gli aspetti della malattia.

        

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Finalista al Premio teatrale "Giuseppe Antonio Borgese" 2018
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