LA SCATOLA DI LATTA

Inviato da Emanuele_Canzano il Lun, 04/18/2011 - 21:01
Durata
tra 90 e 120 minuti
Anno di Stesura
2006
Lingua
Italiano
Genere
Commedia
Numero Atti
2
Sinossi

 Trama de "La Scatola di Latta"

 

di E. Canzano e G. Orfeo

 

La commedia è ambientata nel 1948 e si svolge alla fine del mese di Giugno.

 

Peppino è il personaggio su cui si poggia la storia della famiglia. È un idealista, uomo molto vulnerabile che subisce gli eventi. Questi prima lo travolgono ed infine lo schiacciano: egli sarà costretto ad accettare un compromesso terribile, annientando suo malgrado sé stesso e la propria dignità.

Ha una forte passione per la musica e questa sfocia nel suo amore per le composizioni musicali di canzoni (a quel tempo si aspirava a concorrere alla gara del Festival di Napoli inserito nel contesto dell’antica festa tradizionale di Piedigrotta).

Insieme con lui c’è il personaggio di zio Ciccillo, una persona anziana allegra e gioviale che compone versi e che collabora alla stesura delle canzoni.

Anche la musica, l’unico spiraglio che ancora poteva dare un po’ di sollievo alla sua  esistenza, sarà inevitabilmente oscurato dagli eventi.                                

Margherita, moglie di Peppino, prossima al parto (a rischio perchè in tarda età) è una donna tranquilla e intelligente che si preoccupa della famiglia in modo intenso, tanto che in una scatola di latta ripone da sempre dei risparmi. È convinta che un giorno sarebbero potuti servire per evenienze straordinarie. Nasconde però il segreto della scatola a tutti i componenti della famiglia e lo rivela solo a sua figlia Maria, nel momento in cui si ammala gravemente, ma l’avverte di non usare assolutamente quei soldi per le sue cure e di conservarli per la crescita del piccolo, visto che la somma risparmiata è ingente.

Poi, quando la figlia aprirà la scatola, costretta dall’esigenza di una ormai magra economia familiare, principalmente dovuta ai costosi medicinali acquistati per le cure della mamma, scoprirà delle lettere che Margherita si autoscriveva. Lettere in cui confidava a sé stessa la propria ansia per un tradimento di Peppino (a detta della Commara Rosa - tradimento che si rivelerà solo un’ingiuria) e la sua grande rassegnazione nell’accettarlo in virtù di un amore troppo forte.

Da questi accadimenti si evince la complessità del suo carattere.

Ella intuisce chi potrà essere la donna che la sostituirà e con lei avrà un dialogo forte che però mai trapelerà dal suo stile nel corso della commedia (è qui che per la prima volta esce fuori l’altra personalità di Margherita, quella del rapporto epistolare che lei intraprendeva con sé stessa) e a questa donna lascia il testamento morale nell’affidargli una parte di sé: i propri figli - con l’attenzione speciale per l’ultimogenito al quale poco lei potrà dare di sé - pienamente consapevole che ormai breve era il tempo che gli rimaneva da vivere.

La donna che andrà ad occupare il suo posto è Rachele, la nipote della commara Rosa. Quest’ultima, donna bigotta ed usuraia scaltra e cinica, che in maniera maniacale ed astuta riesce a manipolare quelli che la circondano a suo piacimento, trama un piano per riscattare il debito d’usura che la famiglia gli doveva.  Approfittando della confusione del momento, che aveva disorientato Peppino, e con la parvenza di un gesto di solidarietà, lo convince ad accogliere la nipote in casa (dato che sua moglie era ammalata) col pretesto che la nipote avrebbe potuto dare un aiuto nell’espletare le faccende domestiche, visto che Maria doveva occuparsi del piccolo ed assistere la mamma. 

Poi, dopo l’addio di Margherita, ‘onna Rosa riesce a portare a termine il suo astuto piano: svela a Peppino che Rachele - la nipote - ha un figlio e che lei l’aveva segregata in casa per diversi anni con la scusa di una malattia nervosa (essendo al tempo considerata deplorevole la condizione di ragazza madre)  e chiede in cambio del debito d'usura di farla sposare con lui (per far riconoscere col suo cognome anche la bambina di Rachele).

Con questo colpo la perfida Rosa riesce a vincere anche una sfida personale che ormai durava da più di vent’anni; infatti, aveva tentato in passato di far sposare Peppino con sua sorella, mentre all’epoca lui aveva scelto Margherita (in tutto questo tempo era rimasta dentro di lei una profonda sete di vendetta).

Ecco che la condizione di Rachele – e la morte di Margherita - diventano per lei un’occasione ghiottissima per una duplice risoluzione.

 

 Il tema della commedia pone l’attenzione su come si possa essere carnefici  non solo  uccidendo fisicamente ma anche debilitando lentamente la parte psicologica delle proprie vittime; usando la razionalità del pensiero e delle azioni (in una visione materialistica assoluta della vita), estrapolando da sé stessi solo la cattiveria umana attraverso un egoismo incontrollato.

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