EDIPO RE

Inviato da ANTONIO SOTGIA il Sab, 09/08/2012 - 15:51
Durata
tra 60 e 90 minuti
Anno di Stesura
2004
Lingua
Italiano
Genere
Dramma
Numero Atti
1
Sinossi

Non è facile presentare e rappresentare un testo simile... Quando lessi, tempo fa, Edipo Re di Sofocle, per motivi di studio, mai mi sarebbe venuto in mente di prenderlo e farne un nuovo testo. Troppo il tempo dietro a questo testo oramai ingiallito, ma sempre così contemporaneo nella vicenda che sviluppa la sua tragedia. Poi l'occasione... Occasione simile a quella morbosa di Giocasta, che mi ha dato il genio di impostare una messa in scena... Ma il tempo continuava a darmi dei problemi... Che fare per non tradire una tragedia che ha in se lo scorrere degli anni, secoli, millenni, con l'immagine del tempo ambito degli uomini schiavi e ignoranti, senza togliere la componente psicoanalitica di cui il testo e impregnato. Domanda a cui dare una risposta... Domanda a cui non dare una risposta... Ebbene la risposta non l'ho data... lasciando libero Edipo di agire nel sua angelica e asfissiante esistenza, scandita dal relativismo di un sacerdote "non sacerdote"... E una risposta l'ho data... lasciando libero Creonte di agire su Edipo con maestoso e intrigante sadismo e masochismo. E sopra loro Giocasta, la "DEA", maestra e stupida, strana creatura benefica e malefica, che tutto distrugge e tutto ripara... Gli altri personaggi: PAZZI! Senza una via di uscita se non quella di interpretare un ruolo che loro stessi si sono dati per uccidere con moralità e incongruenti affermazioni la vita di Edipo. Ma Edipo vive realmente... o è solo un concetto astratto dell'incoscio... concreto nel simulacro indecente... Normale o Anormale? Fittizio o tangibile? ... Il normale non esiste, l'anormale anche, lasciando lo spettatore libero di agire e pensare, se vuole, dando al suo volere un potere mai cosciente e privo di ragione... E di potere si parla... Machiavellico e sottile, come sottile è il filo teso dal passato, presente e futuro, sempre pronto ad essere spezzato o tagliato... lacerato col sangue di indubbia e dubbia innocenza... Il fittizio esiste, il tangibile esiste, estremo quanto le stigmate di Cristo segnato da una croce indissolubile nel tempo chiarito, o meglio svelato, e tramandato da persone squallide ma vere... Ma nulla finisce mai nel nulla... Quel nulla che tutto avvolge facendo cadere il tutto su un palcoscenico mortale... Immortale l'esperienza e l'immagine mai pura del nostro cuore, dell'amore bugiardo avvolto nel palcoscenico vitale da essenze e assenze sprezzanti da disprezzare e distruggere a piacimento voluto e vellutato... E tutto è fine... Noi giochiamo? Non credo... Edipo gioca? Neanche... Vero è che noi tutti giochiamo e non giochiamo allo stesso tempo, finchè poi tutto diventerà così insopportabile da ritenere il gioco inutile...  e ne cominceremo un altro... che sarà poi specchio del precedente... e così per tutta l'inesorabile vita terrena... E allora recitiamo... come  solo i nostri personaggi tragici sanno fare.... Perchè... No anzi... nessun perchè... La vita ne è già troppo piena...  e così Edipo, Giocasta, Creonte e il Sacerdote agiranno secondo i loro perchè... credendo che questo sia il GIUSTO! Ecco la tragedia... Ebbene recitiamo, creiamo, assumiamo il mostro IO come nostro dipendente... E questo sarà veramente il "THE END" che tanto aspettiamo con ansia giocosa e estenuante... E quindi il tutto avrà fine... in un incantevole anfiteatro vuoto e logoro... bianco... scavato in una collina di esistenza costruita...  e dopo la notte che tutto ammorbidisce, ecco l'accecante luce del giorno che illumina colui che è nato da un'eternità, con i segni del tempo che ricordano qualcosa di blu...

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