Teatro di Nessuno, laboratorio e seminari di teatro a RomaIl Quaderno di Nessuno: Articoli teatrali


Archivio: leggi tutti gli articoli sul teatro

Il teatro senza pubblico di Carlo BARBERA


Il teatro senza pubblico di Carlo BARBERA

      
     
 
Voglio qui discorrere di un argomento che mi sta molto a cuore: il teatro senza pubblico. Che significa? Intanto diciamo che si è fatto un gran parlare sulla riduzione del fondo nazionale per il teatro; attori importanti, soprattutto, perchè sono quelli che ne beneficiano in maniera particolare; grandi enti teatrali, particolarmente lirici; teatri d'avanguardia, dove solitamente le sedie sono pressocchè vuote e dove spesso si realizzano spettacoli nati nella mente di autori e registi, che "chi li capisce è bravo", così il pubblico preferisce dirottarsi in altri siti. L'Italia è ricolma di queste istituzioni teatrali, che vivono solo grazie all'emissione dei contributi pubblici, visto che nè spettatori, dunque nemmeno sponsor privati, hanno l'interesse a parteciparvi. Io sostengo che questi operatori distruggono il teatro.
Era chiaro che un governo di destra, tutto dedito alla ricerca del consenso e del valore di mercato in ogni fatto della vita, dovesse necessariamente ridurre un fondo a cui attingono buoni e cattivi. Dire che la cultura non produca reddito è una cosa estremamente stupida e pericolosa. Difatti io mi chiedo: non sarebbe più giusto per lo Stato sostenere: chi riesce a muoversi, nonostante le difficoltà; chi porta avanti generi teatrali (pupi, lirica) che ormai non trovano grande attualità,   dunque il pubblico non vi accorre in massa, ma rappresentano le nostre radici culturali. Però, un momento. Per quanto riguarda la lirica sarebbe giusto che gli operatori fossero costretti a produrre in povertà, visto che nemmeno il 10% delle spese di produzione viene recuperato con lo sbigliettamento. E il teatro senza pubblico? Cerchi di trovarselo il pubblico. Insomma, tanto in teatro quanto in politica vengono premiati i fallimenti: Storace perde in Lazio e diventa Ministro; tanti teatri non riescono ad attrarre il pubblico e invece di chiudere debbono essere sovvenzionati(?).
E non mi dite che sono di destra, perchè io sono di sinistrissima, ecco perchè non tollero che i soldi pubblici finiscano nelle tasche delle elites intellettuali, chiuse nei salotti delle discussioni beat (lo ammetto più di sinistra che di destra). L'arte, diceva qualcuno, è tale se trova chi la apprezzi. Nel caso contrario è masturbazione mentale. Dunque recuperimo il concetto romantico di utile per iscopo e interessante per mezzo. Premiamo chi fa e non chi disfa.