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'Legami - A morte Don Giovanni' a Roma, di Maria CUONO

'Legami - A morte Don Giovanni' a Roma, di Maria CUONO

      
     
Autore dell'articolo: Maria Cuono
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Breve curriculum
Ho collaborato con le testate: il Salernitano, Cronache del Mezzogiorno, la
Città, con periodici e diversi giornali telematici. Sono Giornalista
Pubblicista, Redattore Web, ideatrice e conduttrice di programmi radiofonici.

 

Sinossi
Legami - A Morte Don Giovanni sarà messo in scena a Roma. E' tratto dalla vera storia di Carlo Parlanti

 
     
Titolo dell'articolo: 'Legami - A morte Don Giovanni' a Roma

Testo dell'articolo:
Presto sarà nuovamente messo in scena, a Roma, lo spettacolo teatrale, dal titolo “Legami” – A morte Don Giovanni, scritto da Katia Anedda.
La prima messa in scena si è avuta il 26 Febbraio 2010, al Centro Sociale e
Culturale Barrios di Milano. C’è stata grande partecipazione da parte del
pubblico. Un vero successo, il caso giudiziario, portato sul palco con
intelligenza ed espressività. Grande interpretazione dei giovani attori:
Gabriele Milia, Eleonora Falchi, Gabriella Marinoni, Marco Marzari e Lorenza
Primier che presto rivedremo nuovamente sul palcoscenico.
Lo spettacolo presentato dall’Associazione Prigionieri del Silenzio,
presieduta da Katia Anedda, è tratto dalla vera storia di Carlo Parlanti
(nella foto), un manager informatico ancora nel carcere di Avenal
(California) per stupro, sequestro di persona e violenza inaudita: crimini
che non ha commesso. E’ stato condannato nel 2006, a nove anni di
reclusione, dal Tribunale di Ventura in California, Ad accusarlo è stata
Rebecca White, la sua convivente che in quel periodo era senza lavoro e senza assistenza medica.
“Mi ha preso con forza per il braccio e mi ha sbattuto in terra,
trascinata, mi ha messo la mano sotto il mento, il suo bacino contro il mio e mi ha sbattuto, tante volte contro il muro all’ingresso e poi contro la
bacheca appesa tra le due porte, mi stringeva forte il collo”. Accuse
queste, che non potevano reggere tant’è che diversi criminologi hanno
smentito. Infatti, hanno considerato Carlo Parlanti innocente. C’è chi
ancora lavora in Italia sul presente caso.
Nell’atto teatrale si nota una sorta di dialogo tra l’accusatrice e una
Donna Misteriosa che sembrerebbe essere la sua coscienza.
Rebecca, al momento dell’accusa, non riportava tracce di ecchimosi, così
come accertato sui certificati medici. Solo tre anni dopo il processo, la
donna presentò immagini di sé con segni di violenza. Tutto ciò corrisponde
al falso. Tutto porta all’ipotesi di una vendetta della donna nei confronti
di chi la lasciò dopo un anno e mezzo. Carlo Parlanti non aveva più
intenzione di continuare la loro relazione e Rebecca presa dalla gelosia,
raccontò una serie di bugie, con l’unico intento di fargliela pagare.
White aveva cambiato due volte la data dell’aggressione: un motivo in più
per credere all’innocenza di Carlo Parlanti.
“Si, buongiorno, sono la signora White, volevo dire che ho guardato il mio
calendario quanto ho descritto e’ tutto corretto ma e’ tutto sfasato di
una settimana, non era il 6 luglio, ma il 29 giugno…i giorni della
settimana coincidono ma la data e’ diversa” questo è quanto riportato
nell'atto di accusa e in "Legami - A morte Don Giovanni".
La donna aveva già accusato l’ex marito per danni simili, ma non riuscì
nel suo intento, perché ritenuta una fonte poco attendibile. Stranamente
Carlo Parlanti, vittima di un’ingiustizia, è ancora in carcere. Gli hanno
distrutto la sua vita e quella dei suoi cari.
“Qualche centinaio di criminali può essere messo in libertà, ma un solo
uomo innocente non deve finire in prigione, perché questo trasformerebbe
l’intero sistema legale in un sistema criminale”(Venkatraman Iyer).
“Il silenzio é una barriera che separa piú del filo spinato e ferisce
piú della tortura”.

Per chiarimenti: www.prigionieridelsilenzio.it