Teatro di Nessuno, laboratorio e seminari di teatro a RomaIl Quaderno di Nessuno: Articoli teatrali


Archivio: leggi tutti gli articoli sul teatro

ELVIRA, o la febbre del Sentimento. Intervista ad Emanuela Ponzano, di Maria CUONO


ELVIRA, o la febbre del Sentimento. Intervista ad Emanuela Ponzano, di Maria CUONO

      
     
Autore articolo: Maria Cuono
E-mail: maria.cuono@alice.it

 

Breve curriculum: Giornalista, Responsabile Comunicazione, Direttrice Responsabile di Allinfo Newspage Magazine. Redattore Web.  Collabora anche con quotidiani, periodici mensili, quindicinali cartacei.

Sinossi: Il personaggio di Donna Elvira nell’opera teatrale “Don Giovanni “di Molière interpretato da Emanuela Ponzano in scena a Roma al Teatro Vascello. Dalla Francia all’Italia, da Molière e Jouvet a Strehler.

 
     
 

ELVIRA, o la febbre del Sentimento. Intervista ad Emanuela Ponzano

 

E' in scena dal 7 Marzo 2012 al Teatro Vascello di Roma il “Don Giovanni”  di Molière con la regia di Alberto di Stasio. Chi è Donna Elvira?
 
Donna Elvira è la sposa abbandonata di Don Giovanni. Nell’opera di Molière Elvira viene a trovare Don Giovanni due volte. La prima volta arriva dopo un lungo viaggio di ricerca cogliendo Don Giovanni di sorpresa per chiedergli giustificazioni. La seconda volta invece torna da lui scappando dal convento a cui era destinata (all’epoca di Molière purtroppo molte donne di buona famiglia erano destinate al convento) per salvare Don Giovanni dall’abisso in cui sta precipitando. Potrebbero essere due momenti scenici di ovvia semplicità ed invece Molière con le sue meravigliose parole da al personaggio di Elvira una grande espressività poetica, lirica ed un’estremizzazione delle emozioni. Una semplice richiesta di giustificazioni a Don Giovanni diventa un fiume di parole per colmare il silenzio spietato di lui.  Elvira si scinde in due, ovvero, si divide tra la speranza e l’illusione che lui possa essere ancora quello che lei ha conosciuto e sempre desiderato e la consapevolezza che lui sia invece l’uomo cinico e crudele che ha già dimenticato il loro rapporto per dedicarsi ad una nuova conquista.
 
La presa di coscienza di Elvira ed un coraggioso masochismo nel volerlo affrontare spingerà Don Giovanni a parlare e, una volta rivelato il Mostro, lei lo maledirà. Nella seconda scena, Elvira torna da lui completamente diversa, quasi capovolta, al limite della follia. Torna per avvertirlo di un grave pericolo, per salvarlo ma anche perché lo desidera ardentemente. Le parole sono magnifiche e Molière esprime un messaggio emotivo di rara intensità, in cui Elvira è dilaniata tra l’esaltazione dell’amore di Dio e quella di Don Giovanni. Elvira va al di là di se stessa per amore.
 
Che cosa ti accomuna al tuo personaggio? E' difficile interpretare Donna Elivira?
 
E’ una fortuna, in un percorso attoriale, interpretare personaggi come Donna Elvira. E’ sicuramente un personaggio difficile come lo sono tutti i grandi personaggi della storia del teatro che possiedono una grande intensità di parola e al tempo stesso una grande forza estrema emotiva e fisica. Penso ad Ofelia e Lady Macbeth di Shakespeare, Andromaca o Fedra di Racine o anche Charlotte Corday nel Marat Sade di Weiss. Donne coraggiose che si battono e vivono in modo estremo, passionale fino a raggiungere la follia, attraversate da tutti i sensi, e che malgrado il destino non sia propizio, insistono nel manifestare il loro sentimento amoroso fino all’ultimo respiro. Al di là di ogni conseguenza.
 
Nei personaggi che interpretiamo ci sono sempre aspetti che ci accomunano o ci separano da loro e noi attori ce li teniamo dentro a lungo accogliendo anche colori nuovi che di solito non si esprimono. Ho la fortuna di condividere con Elvira la sua grande forza nel superare se stessa e nello spingersi senza vergogna a manifestare il suo amore. Mi accomuna a lei la sua determinazione, la sua follia mentre il suo coraggio forse è qualcosa che ancora non conoscevo.
 
Esiste un testo centrato sulla seconda scena di Elvira nell’opera di Molière scritto da Jouvet (ELVIRE 40) e portato in scena in Italia da Strehler (ELVIRA O LA PASSIONE TEATRALE), cosa racconta?
 
Louis Jouvet è stato un grande attore e regista francese di teatro, direttore del teatro l’Athenèe di Parigi. Fu lui a riportare il “Don Giovanni” sulle scene teatrali e a rivelarlo come una delle più grandi e coraggiose opere di Molière. ELVIRE 40 è un testo teatrale che trascrive le lezioni che Jouvet dava negli anni 40 alla scuola d’arte drammatica ad una giovane attrice sulla seconda scena di Elvira (atto IV, scena 6) nel Don giovanni di Molière. Sono “7 lezioni” in cui un’attrice dapprima incerta conquista faticosamente la piena consapevolezza del ruolo di Donna Elvira, dialogando e provando con il maestro Jouvet. Giorgio Strehler lo rappresentò in Italia con il titolo “Elvira o la passione teatrale” 
interpretando lui stesso Louis Jouvet e Giulia Lazzarini la giovane attrice che nel testo si chiama Claudia. E’ un testo magnifico che conosco bene e molto prezioso per chi ama il teatro e la crescita interiore nella difficile e passionale costruzione di un personaggio come Elvira. Il sentimento e la semplicità nel darsi in modo autentico all’arte attoriale.
 
In scena con Manuela Kustermann (Sganarello) e Fabio Sartor (Don Giovanni) e la regia di Alberto di Stasio, come sta andando lo spettacolo? Come avete lavorato?
 
Lo spettacolo sta avendo un bel riscontro di pubblico e critiche e mi auguro che continui cosi. In scena condivido bellissimi momenti con Manuela Kustermann, Fabio Sartor, Gloria Pomardi, Massimo Fedele, Alberto Caramel, Luna Romani. Diretti da Alberto di Stasio, con i movimenti scenici di Gloria Pomardi, che ha centrato il lavoro sulla crudezza e l’autenticità del testo per mostrare un Don Giovanni ossessionato più dal potere, dalla sfida con Dio e dalla provocazione del rapporto con l’altro che dalle conquiste femminili. Le donne sono anzi il commendatore, il suo fedele servo, la moglie, la nuova conquista ed infine la Morte. Molte donne che circondano, accompagnano o veicolano il cammino di Don Giovanni nell’inevitabile discesa agli inferi.
Sarai in scena fino al 5 aprile in tournée per l’Italia con i tuoi compagni di viaggio, cosa c’è di bello nelle tournée?
 
Sono belle le tournée soprattutto se si scoprono antichi Teatri come quelli di Mantova o Montepulciano. Bello e sorprendente anche scoprire un nuovo pubblico con altre reazioni di città in città. Viaggiare con la compagnia ha un grande senso teatrale per me, di condivisione e scoperta, pensando per esempio ai giri che Garcia Lorca descriveva con il suo gruppo la Baraqua in tutta la Spagna.
 
Parliamo di cinema ... qualcosa in programma?
 
Ho in programma film come attrice tra la Francia e L’Italia e la creazione del mio prossimo cortometraggio come regista dal titolo “LA SLITTA”che spero girare appena finita la tournée del Don Giovanni. E’ un film sociale con aspetti surreali centrato su due bambini, un italiano e un albanese, ambientato al nord Italia. La produzione è la RioFilm di Roberto Gambacorta. 
Nel cast un grande attore che ammiro molto, ma non posso dire altro...