CAMPUS, seminario residenziale estivo, da Stanislavskij alle tecniche lavoro di Grotowski e dell'Odin teatret di Barba
Una settimana di teatro full immersion (ma anche un po' di mare), nella pace della pineta di Marina di Massa
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mozart e salieri
Teatro di Villa Flora – via Portuense 610, Roma – 13 e 15 giugno 2010, ore 20,45 Al termine del primo anno della nostra “Piccola Scuola” siamo lieti di presentare Breve Studio su Mozart e Salieri di Aleksandr PUSKIN Puskin è il poeta che incarna con l’ Eugenij Onegin (1823-1831) , romanzo in versi, l’anima più pura del romanticismo russo. Nella sua vasta produzione letteraria rientrano anche quattro atti unici scritti nel 1830. Il Mozart e Salieri è forse il più noto dei quattro. Vi si avanza l’ipotesi che ad uccidere Mozart sia stato lo stesso Salieri geloso della sua genialità, che lo stesso Salieri riconosce. Tesi poi ripresa da Milos Forman nel film Amadeus del 1984.Detto questo teniamo precisare che non presentiamo il Mozart e Salieri, ma solo una brevissima azione drammatica di circa 15’, che è solo uno studio appena iniziale sul testo di Puskin. Un gioco teatrale teso a mettere in scena quelle che crediamo siano le intenzioni di Puskin: descrivere la genialità di Mozart attraverso l’invidia di Salieri. Il gioco come metafora della facilità con cui Mozart compone le sue opere in contrasto con il duro lavoro di Salieri che lo porta ad eccellere alla corte asburgica, ma senza riuscire a toccare quei vertici di cui appunto è geloso. Con Irene CARLEVALE, Eliana CASERIO, Veronica CURTI, Carmine MANCONE, Valentina SORRENTINO, Anita TIBERINO, Christian VALDIVIA TORRES Riduzione e regia - Sandro CONTE Aiuto regia - Marta NUCCETELLI |
Locandina Mozarte e Salieri 2010
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Puskin è il poeta che incarna con l’ Eugenij Onegin (1823-1831) , romanzo in versi, l’anima più pura del romanticismo russo. Nella sua vasta produzione letteraria rientrano anche quattro atti unici scritti nel 1830. Il Mozart e Salieri è forse il più noto dei quattro. Vi si avanza l’ipotesi che ad uccidere Mozart sia stato lo stesso Salieri geloso della sua genialità, che lo stesso Salieri riconosce. Tesi poi ripresa da Milos Forman nel film Amadeus del 1984.