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godot

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Abraxa Teatro

Università del Teatro Urbano "Fabrizio Cruciani"

Al termine del II anno della Accademia della Messinscena siamo lieti di presentare

Godot ?!...

liberamente ispirato ad "Aspettando Godot" di S. Beckett 

Teatro di Villa Flora – via Portuense 610, Roma  ; Giardino degli Aranci, Roma

LOCANDINE

Teatro di Nessuno

Non è il risultato classico di un saggio, ma è la messa in scena di uno spettacolo a conclusione di un ciclo didattico. E’ la concretizzazione di un impegno drammaturgico e attoriale che ha visto cimentarsi protagonisti della scena, con un testo, come quello di Beckett, che ha contribuito a fare la storia del teatro del Novecento.


Quale testo mettere in scena per il secondo anno della nostra Accademia della Messinscena ?

Dapprima ci eravamo orientati verso gli atti unici di Cechov. L'autore russo è certamente più noto per i suoi testi più impegnativi: Le tre sorelle; Zio Vanja ecc ed in generale è poco noto che in tutta la letteratura russa, teatrale e non, e non solo in Cechov, c'è una spiccata vena ironico-satirica che ci sembra si possa far partire dalla zarina Caterina II, Griboyedov, fino a Bulgacov.

Dopo mille riflessioni Cechov è stato accantonato, almeno momentaneamente. La stessa sorte è toccata ai Sei personaggi di Pirandello. (evidentemente la non scelta dei copioni citati nulla aveva a che fare con la loro validità, ma era solo in relazione a quanto ci era funzionale al buon risultato finale)

Siamo infine approdati ad Aspettando Godot.

Avevo appena terminato di leggere, o rileggere, Il Deserto dei Tartari di Buzzati. Storia dell'attesa di un evento che tutti sanno non averrà.

Evviva, questa sarebbe stata la prima idea di regia: trasportare l'attesa del Deserto dei Tartari in Godot. 

Dopo le prime prove mi sono accorto che la mia geniale idea non funzionava.

La domanda era: ma che cosa è questo albero che compare in una scena per il resto completamente nuda ?

Trovare una risposta nei mille commenti fatti al testo di Beckett non era difficile, ognuno diceva la sua, ma quale era la mia risposta?

Mi sono ricordato, come in un sogno, del mio incontro con il papa Paolo VI. Ero ragazzo e, come un turista, accompagnando degli amici milanesi, mi sono ritrovato nella zona del Colosseo proprio il giorno della Via Crucis. Il Papa Paolo VI era lì a pochi metri da me ed io, che non sono particolarmenmte religioso, provai una forte emozione che ancora ricordo ora che sono passati circa 40 anni. Si, questo sarebbe stato il mio Albero: una figura sacra. Su questa falsariga abbiamo elaborato delle improvvisazioni ed è da questo che siamo partiti per interpretare la prima parte (quella da me diretta) del nostro Godot.


  

con Jacopo ANGELINI, Sara FILIZZOLA, Francesca MESCHIERI, Flavia PASSIGLI, Barbara VOLPE

Drammaturgia e Regia

I parte Sandro CONTE (Teatro di Nessuno)

II parte Emilio GENAZZINI (Abraxa Teatro)

 

  

 

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