...sulle tracce di E. Barba, J.Grotowski e T. Kantor

Laboratorio Teatrale, Scuola di Teatro e Seminari a Roma

Seminario Teatrale - Costruzione di un MONOLOGO , Roma 1 - 2 APRILE 2017

"Se il testo deve essere reso plastico da una parte e musicale dall'altra, allora la questione principale è portare il gesto nel testo recitato"

Dalle tecniche di Stanislavskij a Grotowski e all' Odin Teatret di Eugenio Barba                  

 sede via Lavinio 29 presso Appia Ballet (Metro A, Re di Roma) 

 

ORARI Sabato 13 - 18 - Domenica 10 - 15

Iscritti 4 Posti disponibili 10


 

 

CAMPUS seminario teatrale residenziale tra le colline del chianti

 

 
Campus Teatrale
Seminario Residenziale Estivo tra le  COLLINE del CHIANTI 

 una settimana di teatro full immersion dal 12 al 19 agosto 2017

 PENSARE PER AZIONI e avvicinarsi alle tecniche dei grandi Maestri del '900: Stanislavskij, Grotowski, Barba
ed applicarlo nella pratica 



Per aspiranti attori, attori, danzatori, studenti di università ed accademie, animatori ed insegnanti.

In tutti i seminari teatrali desideriamo trasmettere una tecnica METODO delle AZIONI FISICHE 

Viaggi Avventure nel Mondoorganizza Il Seminario residenziale, noi ne curiamo l'aspetto artistico

   

Noi curiamo l'aspetto teatrale, logistica e iscrizioni sono gestite da Viaggi Avventure nel Mondo:

 Il seminario 2016 ha come testo di riferimento Il Gabbiano di A. Cechov che rivivremo nella pratica: dalle Azioni Fisiche del primo Stanislavskij, alle tecniche di J. Grotowski e dell'Odin Teatret di Eugenio Barba 

Si consiglia al partecipante di venire al seminario avendo letto con viva attenzione il testo.

  è aperto a tutti ed è per tutti               non è richiesta nessuna esperienza precedente (leggi Nota) 

 

Sede del seminario   Metodo di lavoro  
   
A chi si rivolge   Direzione e Conduzione   Stage - Giornata tipo - Abbigliamento
   
Consigli di lettura   Se vuoi saperne di più   Testo di lavoro 

Se non trovi l'informazione che cerchi consulta la FAQ o scrivi o telefona




A chi si rivolge il Campus Teatrale, seminario teatrale residenziale

Il CAMPUS, seminario teatrale residenziale, realizzato in base alle nostre esperienze, è una Master Class organizzata in modo che tutti possano partecipare. Sia chi ha esperienza, e dunque desidera appunto una Master Class, ma anche chi non ha nessuna esperienza e desidera avvicinarsi al mondo del teatro tramite un corso qualificato. Ognuno recepirà in funzione della Sua preparazione e tutti si troveranno a proprio agio.

Il CAMPUS, seminario teatrale residenziale, è per tutti gli amanti del teatro, aspiranti attori, insegnanti, studenti di università e accademie, animatori, attori, danzatori.

Il CAMPUS, seminario teatrale residenziale, si rivolge a tutti coloro che hanno sempre sognato di “fare teatro”, indipendentemente dal livello di preparazione e da specifiche esperienze pregresse nel campo

Non è richiesta nessuna esperienza precedente.

Non ci sono limiti di età e non sono richieste particolari attitudini fisiche.

E' aperto a tutti ed è per tutti

I Partecipanti che volessero proporre un loro contributo artistico: musica, scrittura ecc sono invitati a portare con sé il proprio talento creativo, ma anche gli strumenti necessari a rivelarlo.




 

LO STAGE

Il Teatro di Nessuno propone il Campus/Seminario workshop Teatrale residenziale, curato da esperti del settore didattico performativo, si articolerà in più giorni di attività intensive, lontano dalle fastidiose ingerenze della quotidianità che limitano la creatività. Il Campus diverrà il luogo, il tuo luogo, in cui l’apparire, il sembrare e il mostrare della vita di ogni giorno non saranno sufficienti: un luogo in cui, in più, occorrerà essere.

Il training affrontato nella settimana del Campus, seminario teatrale residenziale, sarà incentrato sulle molteplici caratteristiche del testo scelto, attraverso una conoscenza pratica e non intellettualistica dello stesso. Tramite improvvisazioni vocali e fisiche andremo nella direzione dei grandi maestri del novecento: dalle “azioni fisiche” di Stanislavskij al “mimo corporeo” di Decroux, per arrivare fino ai giorni nostri a maestri quali Jerzy GROTOWSKI ed Eugenio BARBA, consapevoli che: “Non è il teatro che è necessario, ma assolutamente qualcos'altro. Superare le frontiere tra me e te: arrivare ad incontrarti… rinunciare alla paura ed alla vergogna alle quali mi costringono i tuoi occhi appena gli sono accessibile "tutto intiero". Non nascondermi più, essere quello che sono. Almeno qualche minuto, dieci minuti, venti minuti, un'ora. Trovare un luogo dove tale essere in comune sia possibile..."(Grotowski) . Dunque non un teatro in carta patinata che rifletta una omogenea e consolatoria luce per tutti identica, ma un'esperienza espressiva che sia invece uno sguardo vigile sui passi perduti di una istintiva, mitica, forma di ricerca in cui chi agisce sulla scena parla direttamente al suo cuore che dialoga con quello dello spettatore, come avveniva nel segreto degli antichi Misteri.

ABBIGLIAMENTO

Si dovrà lavorare con abbigliamento comodo adatto anche al lavoro fisico: in pineta con scarpe da ginnastica; mentre all’interno senza scarpe, con calzini o scarpette da ritmica (la regola vorrebbe i piedi nudi, ma non sempre il pavimento è di legno).

GIORNATA TIPO

  • mattino: Training fisico e riscaldamento, lavoro sul corpo attraverso la scoperta delle “azioni fisiche”;
  • pomeriggio: Improvvisazioni sul testo e costruzione delle scene;
  • sera: Attività Libere. Chi dei partecipanti volesse proporre una sua breve performance sarà il benvenuto.




TESTO DI RIFERIMENTO

Per il CAMPUS a ROMA non c'è un testo di riferimento, ma è importante che ogni partecipante arrivi al Campus con la memoria di 4-5 righe, scelte in libertà ed a propria discrezione, tra prosa, poesia o testo teatrale.  Se hai dubbi o domande scrivi o telefona

Per il CAMPUS estivo tra le Colline del Chianti

Per il seminario teatrale residenziale 2016 suggeriamo come testo di riferimento su ci lavoreremo Il Gabbiano di A. Cechov che rivivremo nella pratica: dalle Azioni Fisiche del primo Stanislavskij, alle tecniche di J. Grotowski e dell'Odin Teatret di Eugenio Barba 

Il Gabbiano di Anton P. Čechov è una tragedia? In senso stretto sì, ma basterebbe chiudere il sipario qualche minuto prima del finale per scansare via il tragico e lasciare l’opera nel limbo. Il gabbiano è una di quelle pièce che hanno contribuito a traghettare il teatro dalle più sicure sponde ottocentesche ai frastagliati approdi del Novecento. Nell’aria, tra i discorsi che si perdono nel vuoto, le angosce e le autoanalisi, c’è tutta la complessità dell’uomo moderno. Ma rappresenta, in nuce, anche quella crisi della forma e del suo apparato drammatico classico... Nei testi di Čechov si trovano personaggi persi nelle paludi di un remoto passato, aspettative di vita non realizzate, monologhi mascherati da dialoghi e poi quella leggera ironia che sembra essere portata dal vento a impollinare la campagna russa, delicatamente, invisibilmente.

(da  http://www.teatroecritica.net/2015/01/il-gabbiano-cechov-e-lironia-del-tragico/)

 

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