| | AutoreRecensione0: Matteo Tuveri Titoloopera0: "Voci dal Mediterraneo. Riflessi d'Oriente" - Un ventre gonfio d'assenza AutoreTesto0: Forugh Farrokhzad, Deborah Fortini Teatro0: Teatro Alkestis Cittadirappresentazione1: Cagliari Genere0: Dramma Lingua0: Italiano Atti0: 1 inscena0: 17 novembre 2007 Regia0: Massimo Tomasello PrincipaliAttoriinscena0: Deborah Fortini, musica e voce di Darioush Madani (setar, tombak, tar) Dena Gorgin-pur (voce, tombak).
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| | Recensione: La rinascita per Alkestis arriva dall’Iran- Sabato 17 novembre in Teatro Alkestis si è officiato un rito intimo e delicato, quasi come quello antico del Tè, un’atmosfera intima e profumata di geranio ha fatto da sfondo allo spettacolo "Un ventre gonfio di assenza", messo in scena dalla Compagnia Teatro dell’Argine, di Bologna, composta dalla prima attrice Debora Fortini e dai musicisti Darioush Madanie e Dena Gorgin-pur e voluto fortemente da Teatro Alkestis e dagli organizzatori della rassegna "Voci dal Mediterraneo. Riflessi d’Oriente" che, con lo spettacolo, ha chiuso i battenti aperti all’inizio dell’estate con l’alto patrocinio dell’UNESCO e l’aiuto e la consulenza di Annamaria Baldussi e Patrizia Manduchi, docenti della Facoltà di Scienze Politiche di Cagliari. Un ventre gonfio d’assenza, come anche espresso nel sito web della compagnia teatrale (www.argine.it) "ripercorre la vita della poetessa iraniana Forugh Farrokhzad, dal matrimonio ancora adolescente alla scelta di dedicarsi alla poesia al viaggio in Europa, che la porterà, al suo ritorno in Iran, a girare il film La casa è nera, agghiacciante metafora della sua terra e vincitore di numerosi premi". Il palco, diretto da Massimo Tomasello, è nero, illuminato da una finestra rettangolare dalla quale di volta in volta si affacciano facce, colori, alberi e mani in grado di sposare pienamente la voce calda della Fortini che, interpretando la sorella di Forugh, la giovane Puran, offre ad un pubblico silenzioso e pieno di sospiri uno spazio diegetico temporale e interiore forte e ben marcato. Un gioco di capelli biondi che si muovono, un sussurro accompagnato dal setar o dal tombak, tipici strumenti iraniani, aprono ai sensi degli spettatori incantati un mondo nel quale piccoli versi meravigliosi, quelli scritti da Forugh Farrokhzad, e un mondo in cambiamento fatto di colonnelli conquistatori, Ayatollah e quartieri nei quali il pettegolezzo regna sovrano, daranno alla protagonista la forza di volare lontano e di superare se stessa in un salto artistico e vitale finora sconosciuto ai più in Italia. La dignità espressa dagli attori sul palco è la forza stessa della rappresentazione e si fonde senza sbavature con i versi della poetessa che spesso risuonano terribili e potenti nella loro semplicità. Ospitando questo spettacolo, preceduto il giorno 16 novembre da una conferenza tenuta dal Dott. Andrea Duranti e da Farian Sabahi, giornalista de La Stampa e consulente di spicco del TG1, il Teatro Alkestis supera se stesso e da segnali di rinascita in una direzione che gli è sempre stata propria ma che, rinnovata nei contenuti, mira ad un pubblico più giovane, assetato di conoscenza e di dialogo. Onestà intellettuale e lavoro duro hanno infatti caratterizzato la rassegna appena conclusa. I versi di Forugh Farrokhzad sono scaricabili liberamente dal sito web www.forughfarrokhzad.com |