| | Autore recensione : Matteo Tuveri Breve curriculum Matteo Tuveri ha conseguito la laurea in Lingua e Letteratura inglese e tedesca presso l'Università di Cagliari con una tesi sul Diario poetico dell'imperatrice Elisabetta d'Austria, che è stata pubblicata da Aracne Editrice (Roma). Ha inoltre tradotto e curato l'edizione italiana dell'autore irano-tedesco Navid Kermani Dinamite dello spirito. Martirio, Islam e Nichilismo. Ha scritto numerosi altri libri e articoli sull'imperatrice Elisabetta d'Austria e su d'Annunzio.Scrive inoltre a proposito di Studi di genere, Diritti umani e Politica. E' un giornalista free-lance., collaborstore presso numerose testate e redattore per il giornale telematico www-lucidamente.com. Ulteriori informazioni: www.matteotuveri.it (Sito Ufficiale) Titolo Spettacolo: La sedia vuota. Liturgia della parola per Alda Merini Breve sinossi Il reading,composto da alcune poesie scelte fra la produzione poetica di Alda Merini, ha l’obiettivo di porgere al pubblico la forza intatta delle parole della poetessa scomparsa e di porgere a quest’ultima un omaggio non solo attraverso la lettura delle sue opere, ma anche attraverso l’immaginario dialogo fra poesia e arte visiva, nella fattispecie un dialogo che l’attrice Giulia Marini svilupperà con tre opere scultoree di Francesco Ciusa...
Autore del testo: Alda Merini Città in cui è rappresentato: Cagliari Genere: Dramma Atti: 1 In scena dal...al (date): 26/06/2010 Elenco principali attori: Giulia Marini Regia: Giulia Marini, Matteo Tuveri
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| | Recensione:
La sedia vuota. Liturgia della parola per Alda Merini
Il reading, breve e intenso, è stato concepito come un dialogo fisico e logocentrico con le opere di Francesco Ciusa custodite nella "Sala sarda" della Galleria Comunale di Cagliari. Infatti un triangolo ideale si va formando lentamente fra le tre statue di Ciusa (La tessitrice, Il bacio e La madre dell'ucciso) grazie alla parola carnale, profonda e colorata di Alda Merini. Un crescendo di sentimenti, all'inizio leggeri e quasi non sentiti, si fa spazio attraverso gli occhi e le orecchie dei presenti mentre l'attrice, Giulia Marini, semplicemente posta dinnanzi alla prima delle statue, legge i versi della poetessa dei Nsvigli. Mentre l'attrice abbandona la prima statua, accompagnata dal silenzio, dopo una lunga lettura di versi ondeggianti e infuocati, lo sguardo è guidato lentamente verso il gruppo scultoreo de "Il bacio", la cui bianca superficie accoglie con morbidezza e sensualità l'attenzione del pubblico e la forza delle parole lette. Se c'è una mancanza, fra la seconda e la terza parte, corrispondenti perlappunto alla seconda e terza statua del Ciusa (Il bacio e La madre dell'ucciso), quella è la mancanza di una musica corposa e sensuale come un tango di Piazzolla, corrosivo e lento come le parole esposte e regalate al pubblico. Ma il silenzio può di più, a volte, di una sonorità aggressiva, e mentre l'attrice si accosta a La madre dell'ucciso, scultura intensa e fredda al medesimo tempo, ci si rende conto che lo sguardo è focalizzato al centro esatto dello spazio visivo dove si forma una sorta di cerchio magico, un ideale rito di passaggio fra i sentimenti della creazione artistica, dell'amore e del dolore che catturano e non lasciano scampo se non davanti all'immagine dell'attrice che iginocchiata davanti alla "sedia vuota", sulla quale sono state poggiate due ali inermi e vuote di vita, legge l'addio all'uccello ferito al quale la vita ha tagliato la gola dopo avergli permesso l'ultimo canto. La sensibilità dimostrata dall'attrice Giulia Marini corrisponde perfettamente, con il suo modo asciutto e privo di manierismi, con le intenzioni e il carattere della poetessa scomparsa. Un'esperienza multisensoriale che è raro vedere e ascoltare in luoghi così elitari come i musei.
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