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la serva amorosa di carlo goldoni, recensione di claudia spagnoli

 
Il Quaderno di Nessuno: Recensioni      

Aprile 2009                                                                

 
 

La serva amorosa di Carlo Goldoni

Recensione di Claudia SPAGNOLI

  
 

AutoreRecensione0:        claudia spagnoli
email0:                   claudiaspagnoli@virgilio.it
mailvisibile:             Si
Titoloopera0:             La Serva Amorosa
AutoreTesto0:             Carlo Goldoni
Teatro0:                  Tordinona
Cittadirappresentazione1: Roma
Genere0:                  Commedia
Lingua0:                  Italiano
Atti0:                    2
inscena0:                 14 APRILE AL 26 APRILE 2009
Regia0:                   PAOLO FERRARELLI
 
Curriculum0:
 
Ciao, mi chiamo Claudia Spagnoli e mi occupo dell'ufficio stampa di una compagnia teatrale romana. vi scrivo per far conoscere anche a voi il loro lavoro, i loro spettacoli e il loro modo di pensare il teatro. mi piacerebbe se poteste pubblicare la notizia del loro spettacolo
 
PrincipaliAttoriinscena0:
 
Paolo Ferrarelli (nel ruolo di Ottavio)
Marina Mercuri (Corallina)
Valter Rosato (Pantalone)
Alessandra Ebner (Beatrice)
Federico Di Giannantonio (Lelio)
Tiziano Mariani (Florindo)
Valeria Amato (Arlecchino)
Saverio Calabretta (Brighella)
Federica Branca (Rosaura)
Sandro Lucarelli (Agapito)

 
 

 
 

Recensione:
   
Con La serva amorosa di Carlo Goldoni (1752) la compagnia teatrale I Nuovi Istrioni, dimostra di prediligere le forme e i linguaggi del teatro classico a dispetto di ogni tentativo di decostruzione e rottura dei canoni tradizionali, presente nella maggior parte delle rappresentazioni contemporanee. Nel panorama del teatro attuale in cui anche le espressioni, i tempi e le linee essenziali della rappresentazione scenica sono messi fortemente in discussione, la compagnia fondata da Paolo Ferrarelli e da sua moglie Marina Mercuri, da oltre dieci anni, si distingue proprio per la sua capacità di riprodurre fedelmente il modello tradizionale, seppur re-interpretandolo in chiave moderna. Si può dire, senza esagerare, che il lavoro de I Nuovi Istrioni sia veramente un poiein un “fare” a tutto tondo, in cui si rispecchia il lavoro artigianale dell’artista, che prima di tutto, fin dalle sue origini, è un faber. Nascono in questo modo i costumi, confezionati appositamente sulla base dei bozzetti ideati dalla costumista Giorgia Andreatta, realizzati in tela grezza sottoposta ad un processo di colorazione naturale artigianale, che ne fa dei veri e propri pezzi unici. Le particolari rifiniture degli abiti, le scarpe (realizzate a mano da Marina Mercuri), e le parrucche; la scenografia, ideata da Paolo Ferrarelli e realizzata grazie alla preziosa elaborazione grafica di Valeria Amato, come pure le musiche che contribuiscono a completare un lavoro estremamente curato, nel rispetto e nella piena armonizzazione dell’immagine complessiva dell’opera. L’atmosfera delle luci, preziosa ed essenziale cornice, è affidata ad una professionista come Gillian Mc Bride, light designer di famose rappresentazioni. Ne risulta un’opera realistica, che si avvale dello studio attento dell’opera e dell’ambientazione goldoniane, in cui la vicenda di fondo comica, ma arricchita di molteplici significati storici e sociali, eleva tutto lo spettacolo a vera e propria opera artistica.

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