| | Recensione:
L’Associazione Giulio Scarpati è ancora … “Troppo buono” … Beh, se anche la Disney ha deciso di fare emergere il “lato oscuro” di Topolino, allora dobbiamo veramente rassegnarci al fatto che i tempi siano irrimediabilmente cambiati o, forse, che è sempre stato così ma non abbiamo mai voluto ammetterlo: la “Bontà” proprio non “paga” più… E per ricordarcelo – e rammentarlo soprattutto a se stesso … - è in tournee dal 6 novembre scorso, quando ha debuttato al teatro Dante di Campi Bisenzio, la ripresa dello spettacolo con Giulio Scarpati, “Troppo buono”, che tanto felicemente è stato accolto la stagione passata. Accanto a Scarpati, che lo accompagna in questo viaggio verso la “scoperta” di questa sorta di “malattia”, c’è ancora il bravo e talentuoso Bob Messini, in questo “one man show” praticamente cucitogli addosso da Marco Presta e Nora Venturini, che ne è anche la regista, e prodotto dall’Associazione Teatrale Pistoiese, che anche quest’anno ha coraggiosamente “osato” una nuova produzione, “Appuntamento a Londra”, oltre a riproporre le precedenti già “collaudate”. Già l’anno scorso avemmo a dire che non ci meravigliava affatto questa “nuova” veste di intrattenitore, “dicitore”, lettore, narratore di sé di Scarpati e, soprattutto, la facilità con la quale l’artista si era cimentato nel canto, avendolo apprezzato qualche anno fa nei panni del Don Silvestro - … un buono anche lui, certo per … “mestiere”… ma sempre buono era … - della sempre verde “Aggiungi un posto a tavola”. Ma qui, passare da Jovanotti a Rino Gaetano, da De Gregori, ad una struggente “Mio fratello che guardi il mondo” di Fossati, poteva sembrare un’ impresa non poi così facile. Ed invece dobbiamo proprio dire che le sensazioni lasciateci le abbiamo ritrovate tutte: ironia, allegria, umorismo, delicatezza nel canto ma anche introspezione e una sorta di “auto esame di coscienza” che l’artista offre al pubblico che si sente, inevitabilmente, coinvolto e tra una risata – a volte amara, altre volte timida, sempre, comunque, mai “eccessiva” – e qualche riflessione, si porta “naturalmente” a chiedersi da che parte stia, da quella del “troppo buono” o da quella, opposta, che quel “troppo buono” lo ha sempre evitato se non addirittura deriso. Quest’anno lo spettacolo ha però quel “quid” in più che lo rende ancora più …”appetibile” e che lascia lo spettatore con la voglia di non abbandonare la sala alla fine, quando i due affiatatissimi protagonisti, si trasformano in una sorta di “rappers” o, meglio, di “rockettari”, ballando senza freni sulle note dello Sugar nostrano. Scarpati e Messini sono ancora più “complici”, più trascinatori l’uno dell’altro e si “lasciano” ciascuno il loro spazio nella narrazione della “bontà”. Perché, se è vero che è Scarpati il protagonista in primis dello spettacolo, Messini non gli fa – come avemmo già a dire – da semplice “spalla” e, a vicenda, questa volta più che mai, si passano “la palla” in questa sorta di strana partita per esorcizzare il concetto di “buono” – anzi di “troppo buono”… - nella quale (ci si permetta il paragone calcistico…) Scarpati è il Totti della situazione. E’ dunque uno spettacolo vario e particolare, dove si alternano il “sacro” – Petrarca, Gozzano, Dostoevskij - al “profano” – Kubrick, Califano, un … telegatto (vinto, guarda caso, proprio per la fiction “Cuore”, il vangelo dei buoni …) che diventa lo spunto per un improbabile amletico..”Essere o benessere”..- e dove ben trova lo spazio una bella e non mai come adesso attuale lettera che Scarpati legge con la maestria e l’immedesimazione che gli sono consuete, scritta nel lontano 1852 dal Capo indiano Seattle al Presidente degli Stati Uniti Franklin Pierce alla sua richiesta da parte dei bianchi di acquistare le loro terre..: “… Il grande Capo che sta a Washington ci manda a dire che vuole comprare la nostra terra …. ci manda anche espressioni di amicizia e di buona volontà. Ciò è gentile da parte sua, poiché sappiamo che egli ha bisogno della nostra amicizia in contraccambio. Ma noi consideriamo questa offerta perché sappiamo che se non venderemo, l’uomo bianco potrebbe venire con i fucili a prendere la nostra terra…. Ma come potete comprare il cielo, il colore della terra…Noi non siamo proprietari della freschezza dell’aria o dello scintillio dell’acqua: come potete comprarli da noi? ... ma io sono un selvaggio e non capisco ….”. E’ solo uno stralcio, dal quale però si può vedere che la “bontà” intesa come “purezza d’animo” è qualcosa di innato e non ha epoche nè confini e che c’è sempre stato e sempre ci sarà chi considererà il “buono” una sorta di “malato patologico” come è stato per colui che rappresenta l’essenza della bontà, quell’ “Idiota”, quello “strano” principe che nel romanzo dostoevskijano sconvolgerà la vita di tutti. Ci è piaciuto lo “scivolar” via delle battute, le vecchie “rinnovate” e le nuove perfettamente sincronizzate in un canovaccio già di per sé ottimamente strutturato come, ad esempio, la “nuova” lettura della storia di Giulio, il piccolo scrivano fiorentino di De Amicis, inframmezzata da una sorta di “dialogo” con “Edmondo” che proprio certe situazioni – un padre un po’.. beh a dir poco… non molto “perspicace” - poteva almeno immaginarsele…. Insomma, abbiamo “rivisto” con rinnovato divertimento lo spettacolo ma, contemporaneamente, ci è sembrato di vedere qualcosa di nuovo, di ancora più coinvolgente e trascinante. E’ un piacere vedere che gli artisti di “razza” non temono di mettersi in gioco, proprio quando sono al culmine della notorietà – in questo caso la nuova serie de “Il medico in famiglia” appena conclusasi con tanto successo – sempre con la consapevolezza che mai si finisce di imparare e che c’è sempre qualcosa da “limare”, da “lucidare” che buona parte dei nuovi “famosi” dimenticano un po’ troppo spesso… La tournee, che continua fino al 6 dicembre, proseguirà anche dopo la “vacanza” natalizia; per le date aggiornate si può consultare il blog ufficiale di Scarpati: arteteatro e....Giulio Scarpati! e il “profilo” di “Troppo buono” in Facebook, recentemente creato apposta per la tournee, al link: http://www.facebook.com/home.php?#/profile.php?id=100000504914949 Elena Saccomani
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