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Filumena Forever , recensione di Rosanna GUAITOLI

 

 
Il Quaderno di Nessuno: Recensioni Teatrali      

Gennaio 2012                                          archivio, leggi tutte le recensioni

 
 

Filumena Forever 

Recensione di Rosanna GUAITOLI

  
 

Autore Io sottoscritto: ROSANNA GUAITOLI

Breve curriculum : Insegnante,attrice,scrittrice.

Titolo Spettacolo: FILUMENA FOREVER

Breve sinossi: Filumena Marturano sveste i panni della madre perfetta, per rivelarsi nella sua autentica essenza di malafemmina che fa impazzire gli uomini per quei pochi spiccioli che non saranno mai abbastanza per comprare l'amore dei propri figli.

Autore del testo: PAOLO PERELLI
Città in cui è rappresentato: DRAGONCELLO (ROMA)
Genere: Dramma
Atti: 1
In scena dal...al (date): 14-22 Gennaio
Elenco principali attori:
Liliana Stanziani Gaetano De Biase, Teresa Guarnieri e Veronica Iasevoli


Regia: PAOLO PERELLI
 

 
 

 

Recensione                                                                                                                         

Non ci sarà alcun sipario ad aprirsi su questo scorcio di vita vera, né alcuna ridondante scenografia a rievocare un’epoca passata, ma solo un letto dove la purezza si scontra col peccato, uno specchio dove la protagonista è costretta a guardarsi in faccia, senza trucco, senza reputazione, ma soprattutto senza pietà ed un baule pieno zeppo di ricordi.

Il primo passo che lo spettatore deve fare è quello di dimenticare la Filumena Marturano che  gli è familiare, il simbolo dell’amore materno e dell’abnegazione in nome di un amore non corrisposto, per lasciare spazio alla donna fragile e corruttibile, alla donna che si può comprare per poco, alla donna che ha anteposto il proprio benessere a quello dei suoi figli e che adesso finalmente riesce a piangere e a  disperarsi mentre si domanda a quale seno si siano attaccati e a quale spalla appoggiati nei momenti di sconforto.

Una Filumena che risulta perdente nonostante abbia realizzato con la testa e con prudenza, ma sicuramente senza amore il suo “progetto” e seppur vinta e annientata in questo ultimo e finalmente autentico atto della sua esistenza, ne esce fuori con una dignità ed una fierezza che faranno innamorare anche i giudici più severi; ma è lei stessa che non si perdona e non si dà pace e che dichiara di volere per i propri figli e per i propri nipoti quello che lei non ha avuto mai: una famiglia. Il rimpianto più grande ed insostenibile è quello di essersi “persa i figli” di non aver asciugato i loro nasini rossi, di non averli visti correrle incontro con le braccia spalancate, di aver lasciato che fosse una suora ad andarli a prendere a scuola, di aver assicurato loro di montare sul triciclo più costoso, ma sempre senza mamma e lei mamma lo è diventata quel giorno di tanti anni prima, in quella data segnata su una banconota e in quella vita che le banconote hanno segnato.

I “piccioli” come li chiama lei, quelli che rubava di nascosto a Domenico Soriano, per far studiare i propri figli, quelli che ammucchiava magari sotto un materasso logoro per assicurare loro un avvenire, quelli che non sono serviti a comprare i suoi sogni.

“Sei felice?” Domanda rivolta ad un pubblico che assume, attraverso i suoi occhi, le sembianze di un bambino, ma la domanda vera, quella che tutti si pongono è se lei è felice, se è valsa la pena di rinunciare a tutto questo. Il pubblico assiste attonito e perplesso alla confessione di un modello di perfezione che piano piano crolla mentre si autoaccusa e accusa di aver creduto a tutto ciò che fino ad ora si è visto e sentito.  In un susseguirsi di stati d’animo ed emozioni, mentre il presente si mescola al passato, il futuro danza sospeso tra l’incertezza e la speranza, emanando quel candore e quella genuinità perfettamente incarnati dai giovani ballerini, che uniscono i loro corpi all’anima della protagonista.

Così tra musica e parole si consuma il dramma di una donna che comprende di non essere stata vittima del destino, ma di aver scelto dando lei stessa una direzione al proprio destino, che, tutt’altro che ineluttabile, l’ha condotta ad essere non Filumena Marturano, né Filumena Soriano, ma Filumena Per Sempre.

o    Liberamente ispirato a “Filumena Marturano” di Eduardo De Filippo
Con Liliana Stanziani e i danzatori del Teatro dell'Essenza: Gaetano De Biase, Teresa Guarnieri e Veronica Iasevoli
Scritto, coreografato e diretto da Paolo Perelli

In scena dal 14 al 22 gennaio ad ESSENZATEATRO in Viale Fra’Andrea Di Giovanni 150 Dragoncello (ROMA) – telefono 06/5216576 

          

 

 

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