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Roma, Primavera 2009 - Viaggio nelle Maschere - IV EDIZIONE Anno 2009 Programma del seminario La donna nella Commedia dell'Arte: Isabella Andreini condotto da Michele MONETTA La Commedia dell'Arte è una condizione dell'umana commedia, ed è presente in tutte le epoche e suddivide l'umanità in tipi fissi e quindi maschere. Consigli di lettura programma 2009 ISABELLA ANDREINI "Nacque in Padova l'anno 1562 da genitori di poche fortune, i quali però non mancarono di darle un'ottima educazione, facendola imparare a leggere e a scrivere, delle quali applicazioni tanto invogliossi la fanciulla, che divenne bramosa di migliori avanzamenti nella via delle lettere. In età d'anni sedici del 1578 divenne moglie di Francesco Andreini, e nella compagnia diretta da Flaminio Scala, che sotto il nome di Comici Gelosi giravano l'Italia, s'espose ne' teatri in gradi di prima attrice, e sostenne con infinito valore così arduo impegno. Diedesi dopo nove anni di comico esercizio a scrivere una pastorale in versi, che intitolò la Mirtilla/.../Da questa sua prima fatica chiaro si scorge che doveva in appresso dar luce maggiori parti del suo ingegno, come ella fece nelle sue elegantissime Rime/.../ Se volessi descrivere a parte a parte tutte le virtù d'Isabella Andreini sarebbe cosa assai lunga, e per debolezza de' miei talenti troppo malagevole impresa. Basterà solo che io dica che ella fu eccellente poetessa, saggia filosofa e valorosa commediante..." Ecco un frammento di cosa scriveva di lei il Bartoli nel 1782 che fu il primo ad organizzare un dizionario delle vite dei comici. Essendo un attore colto della compagnia di Antonio Sacchi ebbe il compito di conservare e organizzare materiale storico per le generazioni future, su un genere che andava progressivamente estinguendosi. A partire da questi preziosi scritti, cercheremo di indagare il fenomeno Commedia Improvvisa-poi detta Commedia dell'Arte- attraverso una rivoluzione assoluta oltre quella della nascita del teatro di professione, e cioè quella della presenza-finalmente-della donna sulla scena come interprete, in barba a tutte le tradizioni presenti tra oriente e occidente sino a quel momento. La Commedia dell'Arte vista non come fenomeno folcloristico (come ahinoi troppo spesso si vede o legge da cosiddetti corsi di "tecnica di Commedia dell'Arte"), ma come momento di sviluppo e nascita del teatro moderno, e del riscatto artistico e culturale della donna attraverso importanti figure di poetesse e attrici. Lo stage in forma intensiva sarà improntato su testi poetici, iconografie, lavoro sul movimento e sull'atteggiamento, sul rapporto parola/gesto e, pertanto,verterà tutto intorno a componimenti di Isabella Andreini e Margherita Costa. Michele Monetta Il nostro compito sarà quello di utilizzare la Commedia dell'Arte come esperienza espressiva, prendendo così le distanze dal mito creato su di essa, dalle facili cadute folcloristiche, dall'acquisizione di rischiosi ed inutili clichés e, soprattutto, dell'idea di rifare e riproporre uno stile superato dall'Illuminismo, da Goldoni nel teatro drammatico e da Noverre nella danza. PROGRAMMA:
ATTENZIONE: oltre ad un abbigliamento comodo e neutro per il movimento, le donne dovranno portare con loro una lunga gonna, almeno sino alle caviglie. E' preferibile portare uno o due oggetti semplici (sempre le donne) come: un ventaglio, un lungo fazzoletto bianco, una penna d'oca per scrivere, un fiore (finto)...Intendo che dovranno portare a scelta due o tre di questi oggetti. Gli uomini (oltre ad abbigliamento comodo e neutro per movimento)dovranno portare un bastone in legno (manico di scopa), un cinturone in cuoio, una cappa o comunque un semplice mantella(anche realizzato alla buona con un vecchio copriletto...). |
