...sulle tracce di E. Barba, J.Grotowski e T. Kantor

Laboratorio Teatrale, Scuola di Teatro e Seminari a Roma

Seminario Teatrale - Costruzione di un MONOLOGO , Roma 1 - 2 APRILE 2017

"Se il testo deve essere reso plastico da una parte e musicale dall'altra, allora la questione principale è portare il gesto nel testo recitato"

Dalle tecniche di Stanislavskij a Grotowski e all' Odin Teatret di Eugenio Barba                  

 sede via Lavinio 29 presso Appia Ballet (Metro A, Re di Roma) 

 

ORARI Sabato 13 - 18 - Domenica 10 - 15

Iscritti 4 Posti disponibili 10


 

 

programma seminario costruzione di una improvvisazione

Programma

 

Programma seminario teatrale

Costruzione di una IMPROVVISAZIONE

 

"Non mi parlate di sentimenti, non possiamo fissare i sentimenti. Possiamo fissare e ricordare solo le azioni fisiche"...

Il seminario, condotto da Sandro Conte, fa riferimento alle tecniche di lavoro dell’ Odin Teatret di Eugenio Barba 

Costruzione di una Improvvisazione, seminario teatrale, programma


- "Azioni Fisiche", qualche parola in più

- Giorni e ore di lavoro:  Il seminario ha una durata di 2 giorni, per circa 5 ore di lavoro al giorno

- Finalità: Il seminario fornirà al partecipante gli strumenti per elaborare nella pratica una propria improvvisazione. Partendo da uno stimolo che può essere sia "astratto", sia "concreto", si sperimenteranno i passaggi successivi per realizzare la propria improvvisazione .   (leggi sotto la Breve Presentazione)

- Per il partecipante: Il partecipante dovrà venire al seminario con la memoria di un breve testo teatrale o letterario a sua scelta (4-5 righe) ed indossare un abbigliamento molto comodo con calzini antiscivolo o scarpette da ritmica (piedi nudi se il pavimento sarà di legno).

 

Breve programma/presentazione del Seminario Teatrale


In genere, nel linguaggio di tutti i giorni, si dice: “ti ho fatto un’improvvisata” per intendere qualcosa di estemporaneo e non previsto.

A teatro non c’è nulla di più preciso di un’improvvisazione, che nasce "spontanea" per poi essere "codificata" e "fissata" tramite passaggi successivi.

Accade a volte che il pedagogo, o il regista, fornisca all'attore (o aspirante attore) uno "stimolo" per un'improvvisazione, e accade anche che l'attore dica: "non so che fare".  Ma il nostro percorso di training o lo spettacolo che stiamo costruendo prevede che, singolarmente o in gruppo, si realizzi una o più improvvisazioni.

E allora cosa può fare l'attore che non vede soluzioni e che ha la sensazione che la sua creatività si sia improvvisamente interrotta ?

Il Seminario teatrale costruzione di una improvvisazione fornirà le tecniche per rispondere a queste domande e condurrà l'attore, passo passo, fornendo gli strumenti per affrontare un qualsiasi "stimolo" sia "astratto", sia "concreto" e costruire la propria improvvisazione.

 All'inizio del seminario al partecipante viene assegnato un tema.

 Per realizzare una improvvisazione da un tema dato è necessario creare una struttura su cui “appoggiarsi” per la creatività.

 Dunque prima tracciare una trama di base, con dei punti di riferimento, come bandierine su una mappa.

 Ognuno deve prendere il suo quaderno, dividere ogni pagina in due colonne, e scrivere in una colonna, con la maggiore precisione possibile, tutto quello che ha fatto; e nell'altra le associazioni che ha avuto mentre improvvisava, le sensazioni fisiche, le immagini mentali e i pensieri, le memorie di luoghi e persone.

Importantissime sono le "associazioni mentali".

Mentre l’attore sta facendo le sue azioni, nello stesso tempo l'occhio della sua mente vede qualcosa, come se ti balenasse di fronte un ricordo, un’immagine. Non è importante che il ricordo o l’immagine abbiano una diretta relazione con l’improvvisazione che si sta facendo, l’”associazione mentale” è totalmente libera e lontana dal concetto causa-effetto. Cioè, ad esempio, sto improvvisando sul tema x, ma l’iimagine che mi arriva, il ricordo, come un disturbo, sembra arrivare da tutt’altra parte. Bene questa apparente stonatura tale non è ma va seguita in libertà, dove ci porta il corpo.

 Tramite gli appunti presi ogni attore può ricostruire e memorizzare l'improvvisazione appena fatta.

 Successivamente, lavorando sulla struttura, potremo alterarla e perfezionarla fino a che non divenuti una scena di uno spettacolo

 Lo stesso percorso per una improvvisazione collettiva.

 

 

Sequenza di massima


Gli esercizi indicati sono solo degli esempi e l’elencazione non è conseguenziale, nella realtà tenteremo di far accadere più che indirizzare, nel senso che siamo pronti ad adattare il programma a quello che dovesse accadere durante il seminario. Dunque non un programma statico, ma dinamico:

  • Iniziamo con la danza del vento
  • Esercizio della “raccolta”, continuo finché sulla mano che raccoglie non compare qualcosa, su questo “qualcosa” costruisco un’improvvisazione.
  • Al partecipante viene assegnato un tema. Il tema è sono un inganno che facciamo a noi stessi, serve solo a trovare un frammento di verità.
  • Realizzare una improvvisazione libera e breve (breve perché sia precisa).
  • Fare in modo che la stessa sia ripetibile.
  • Trovare al suo interno dei punti di riferimento, come se ci si muovesse su una mappa. Possiamo perderci ma conoscendo i punti di riferimento facilmente ritroveremo la strada 
  •  Inserire il testo nella improvvisazione fisica.
  • Inserire un secondo testo a conferma che l’azione fisica può non avere relazione col testo.

 

Alla fine del seminario avremo appreso come Improvvisare su un qualsiasi tema o "stimolo"


La tecnica appresa ci darà le basi su cui indirizzarci per qualsiasi altra improvvisazione.


Per concludere tutti partecipano alla costruzione di una breve scena;

 

 

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