CAMPUS, seminario residenziale estivo, da Stanislavskij alle tecniche lavoro di Grotowski e dell'Odin teatret di Barba
Una settimana di teatro full immersion (ma anche un po' di mare), nella pace della pineta di Marina di Massa
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Quaderno di Nessuno: Saggi, Letteratura e Documenti di Teatro

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2012

  • Dal primo incontro avvenuto negli anni sessanta, fino alla scomparsa di Jerzy Grotowski (1933-1999), Peter Brook ha colto l'importanza di quest'uomo straordinario valorizzandone le scelte radicali. In questo libro – il libro dell'amicizia – grazie ai testi, alle conferenze, alle testimonianze, seguiamo il percorso del regista polacco, alla ricerca di una forma perfetta, dell’arte come veicolo.
  • Nel 2001 Eimuntas NEKROSIUS allestisce la sua regia del Gabbiano di Anton CECHOV per i giovani attori dell'Ecole des Maîtres (direzione artistica di Franco Quadri), una produzione CSS Teatro stabile di innovazione del FVG - Teatro Metastasio Stabile della Toscana, in collaborazione con la Biennale di Venezia...
  • "Alla radice del Primo studio del Teatro d’arte c’è il desiderio di Stanislavskij...di verificare un suo ‘sisterna’ che sia utile alla creatività dell’attore; c’è l’istanza...di dare ai giovani la possibilità di crescere e maturare in un luogo separato dall’Istituzione, cioè da quella particolare organizzazione produttiva che apparteneva...ad un modo di fare teatro soddisfatto dei risultati ottenuti, che poco spazio lasciava alle esigenze di rinnovarnento poste da Stanislavskij e alle necessità dei giovani di elaborare un proprio percorso..."

2011

  • Eugenio Barba ci trasporta nelle molte case dei sogni: dalla biblioteca di Oslo in cui scoprire che erano esistite Auschwitz, Katyn, Hiroshima; al deserto della Namibia in cui scomparire; all'Odin ed a tutti i suoi componenti: la nostra casa dei sogni; ai professori dissidenti dell'Università di Bologna...
  • Nei primi decenni del Novecento in cui l’Italia delle arti sceniche, inebriata dai successi del futurismo e da un certo culto per l’«italianità» alimentato dal fascismo, ondeggiava tra la volontà di porsi senza complessi di inferiorità sulla ribalta mondiale e il desiderio di rinnovare i propri fondamenti, l’attrice e regista russa Tatiana Pavlova ha incarnato con la sua opera un ideale ponte tra i vivaci ed inediti percorsi stilistico-narrativi intrapresi dal teatro internazionale (specificamente russo) e la tradizione scenica del Bel Paese.
  • Teatro di parola, Teatro fisico: è possibile mescolare le due tradizioni ? Su questo tema le parole di Etienne DECROUX dal suo "Parole sul Mimo", il primo grande classico del teatro gestuale contemporaneo nonché il primo libro scritto da un mimo sulla sua arte.
  • "Con nomi e protagonisti diversi, il teatro laboratorio ha traversato il teatro del Novecento, e vi è tuttora presente, come una delle realtà più significative. Anzi, come un’autentica realtà rivoluzionaria....Il nome originario, però, è stato “studio”, e il primo è stato il Primo Studio del Teatro d’Arte di Mosca, fondato da Stanislavskij nel 1912."
  • Nella Russia del secolo passato, lʼattore e regista teatrale Konstantin Stanislavskij, ideando il primo Sistema dedicato alla recitazione, ha consentito ad altri artisti come Mejercholʼd e Vachtàngov e di riflesso a celebrate istituzioni come l’Actor’s Studio di New York, di mutare a fondo l’esperienza estetico-rappresentativa della cultura occidentale. Come a dire: la vera rivoluzione russa è passata dall’arte.

2010

  • La regia nacque come un rinnovamento estetico del teatro...Comportò l’affermarsi di un responsabile unico, di un autore dello spettacolo, e quindi di un mestiere nuovo, quello del regista, senza il quale, in pochi anni, sembrò che la vita teatrale non potesse fare a meno...
  • Noi diciamo: è il popolo che ha cantato. Ma tra questo popolo, c’è qualcuno che ha cominciato. Hai la canzone, devi chiederti dove è nata. [...] Alla fine, scoprirai di venire da qualche parte. Come si dice in un’espressione francese: “Tu es le fils de quelqu’un” [Tu sei il figlio di qualcuno]. Non sei un vagabondo, sei di qualche parte, di qualche paese, di qualche luogo, di qualche paesaggio..."
  • E' il marzo 1990 quando esce nelle sale italiane il film "Il Decalogo" di Krzysztof Kieslowski. Ma non è solo "un film", ma dieci film per la tv polacca di circa 50' ognuno, uno per ogni comandamento, proiettati a due a due. La sceneggiatura, quanto di più lontano da una piatta illustrazione dei dieci comandamenti, è dello stesso Kieslowski e di Krzysztof Piesiewicz: ex avvocato e difensore di Solidarnosc nei primi processi degli anni '80.
    • kieslowski: il mio decalogo: KIESLOWSKI: il mio Decalogo - articolo di paolo D'agostini sul film "Il Decalogo", quotidiano La Repubblica 14 marzo 1990
  • << Eliminando gradualmente tutto ciò che è superfluo, scopriamo che il teatro può esistere senza trucco, costumi e scenografie appositi, senza uno spazio scenico separato (il palcoscenico), senza gli effetti di luce e suono, etc. Non può esistere senza la relazione con lo spettatore in una comunione percettiva, diretta. Questa è un'antica verità teoretica, ovviamente. Mette alla prova la nozione di teatro come sintesi di disparate discipline creative; la letteratura, la scultura, la pittura, l'architettura, l'illuminazione, la recitazione... » (Jerzy Grotowski, Per un Teatro Povero)...
  • Eugenio BARBA: il Cielo del Teatro Discorso in occasione del conferimento della Laurea Honoris Causa dalla Accademia di Musica e Teatro d’Estonia, Tallinn 27 maggio 2009
  • Jerzy Grotovski ha scritto questo testo per adoperarlo all'interno del suo Teatro Laboratorio, e lo ha destinato in particolare a quegli attori che stanno attraversando un periodo di prova prima di venire accolti nella troupe allo scopo di render loro familiari i principi fondamentali che ispirano il lavoro.

2009

  • Il testo che presentiamo è l'introduzione al volume "Stanislavskij. Dal lavoro dell’attore al lavoro su di sé", del Prof . Franco Ruffini, Laterza editore
  • Vorrei adesso dare uno sguardo alla differenza tra il “metodo delle azioni fisiche" di Stanislavskij e il lavoro di Grotowski (nella foto) sulle azioni fisiche." E' questo l'incipit del capitolo dedicato da Thomas Richards appunto al confronto tra Grotowski e Stanislavskij sul tema degli impulsi. Le stesse vive parole dei due grandi maestri del teatro del '900 ci chiariscono come l'uno prosegua il lavoro lasciato incompiuto dall'altro.
  • Shakespeare affermava che “tutto il mondo è teatro”, e metteva in scena il mondo, gli uomini e le donne e i loro sentimenti. Artaud faceva del mondo un teatro, come drammaturgo francese rivoluzionario e sopra le righe. Qui vengono comparati due artisti lontani nel tempo ma...
  • L'articolo esamina la dialettica come costruttiva della ragione umana, le opposizioni della dialettica che si danno oggettivamente nella realtà. Indaga anche se la dialettica può produrre la catarsi cioè la purificazione della passioni dell'anima degli spettatori
  • Pubblichiamo uno stralcio dell'articolo del 1919 di Michail A. Cechov (nella foto): una calorosa, appassionata disanima di quello che per Cechov, e per molti dopo di lui, è il Sistema di Stanislavskij che "... non è soltanto “scienza”, è semplicemente, “scienza”.
  • Creare personaggi attraverso il Gesto Psicologico, parte II - La prima parte è stata pubblicata nella newswletter del maggio 2004 al link www.teatrodinessuno.it/rivista/documenti/cechov-michail/gesto-psicologico

2008

  • "Scritta da Eugenio Barba a uno dei suoi attori nel 1967, illustra la visione teatrale del direttore dell'Odin Teatret, particolarmente per quel che riguarda l'atteggiamento d'un attore che si nutra delle proprie necessità personali, " le eterne domande senza risposta..."
  • Decroux riporta il proverbio che da il titolo a questa newsletter per poi affermare il suo contrario: "...il modo in cui si dà vale più di quello che si dà", ed ancora: " Quindi guardate soprattutto come il mimo si china per cogliere un fiore. È questo l'importante, perché solo questo ci dice ciò che è utile sapere, e non che un fiore che prima era nel prato adesso è sul petto."
  • Nel 1974 l'Odin Teatret si trasferisce a Carpigiano Salentino per preparare uno spettacolo sui conquistadores spagnoli nel Nuovo Mondo. Barba non se la sente di chiedere denaro, per lo spettacolo di Clown (preparato in poco tempo per presentare il gruppo alla popolazione), a quelle persone che lavoravano nei campi per poter tirare avanti. E... pensa che si può…usare questo principio di reciprocità: il compenso per lo spettacolo di clown doveva consistere in canti, danze e musiche degli abitanti del luogo. Così nasce il Baratto...e poi la “Festa te lu mieru” (del vino)
  • "...Dio sia con voi, signori! lo non so quanto grande sia il vostro talento; non so quanto nelle vostre capacità venga da Dio e quanto dai vostri saggi maestri, ma so che lo spettacolo di ieri è stato uno spettacolo stupefacente e io spero con tutta 1'anima che il vostro fuoco in futuro arda chiaramente, gioiosamente, splendidamente..." Sono alcune delle parole del critico Sergej Jablonovskij:
  • Nel 1985 Jerzy Grotowski (nella foto a sinistra) tiene a Firenze una conferenza pubblica in cui "...attaccò fortemente il "turismo" e il dilettantismo degli artisti".
  • Non uno scritto di meteorologia, ma le deliziose parole di Jurij Alschitz sul senso della professione registica..."La missione del regista consiste nel creare un clima particolarmente adatto alla nascita di nuovi germogli, una stagione propizia affinché le cose NASCANO. Per fare in modo che le foglie spuntino da sole..."

2007

2006

  • Un tuffo nel vicino passato: dai fermenti dadaisti e surrealisti, dal Teatro Alfred Jarry e il grande teorico Antonin Artaud, passando per il teatro vivente di Julian Beck e Judith Malina, a quello politico sociale del Bread and Puppet Theatre fino alle esperienze d’avanguardia degli anni ‘70-’80.
  • François Kahn, quarant’anni di vita nel teatro, conversa con Lorenzo Mucci (è il 25 aprile 2004), si racconta e ci racconta, tra l'altro, dell'incontro con un grande maestro del novecento come Jerzy Grotowski, della partecipazione alle attività para-teatrali del Teatr Laboratorium diretto dal maestro polacco, della messa in scena di "Aspettando Godot" nel 1990 e degli esercizi usati nella preparazione di questo spettacolo...
  • Cosa deve fare un attore per cercare lavoro, se il suo lavoro consiste proprio nel cercarlo? E i provini? Se sai ballare non dirlo a nessuno: altrimenti ti licenzieranno in attesa di aver bisogno di un ballerino. E la paga, la pensione, gli assegni familiari? E la dizione dell'attore di prestigio? Difforme, è ovvio, da quella del proletario...
  • Quale è l'importanza del training preparatorio ad una sessione di lavoro?
  • Gor'kij scrisse e inviò a Stanislavskij la «scena-schema» che qui presentiamo nel marzo del 1911. In questi anni lo scrittore russo risiedeva a Capri, ed era rimasto impressionato dalla recitazione dei comici delle compagnie napoletane, in special modo da Eduardo Scarpetta. Nascono da qui i primi stimoli ad interessarsi delle tecniche d'improvvisazione e della creazione collettiva della pièce.
  • Università “La Sapienza” di Roma-Convegno internazionale di studi a cura di Ferruccio Marotti e Luisa Tinti con la proiezione restaurata di "Il Principe Costante - Ricostruzione." - Roma 25-26 novembre 2005

2005

  • "Aleksandr Sergeevic Puskin comincia la stesura del primo capitolo del suo romanzo in versi nel 1823" ...L'incontro di Caikovskij con l'Onegin avviene casualmente...
  • I Seminari teorico-pratici della XII sessione della Università del Teatro Eurasiano sul tema "Testo Teatrale e principi tecnici", si sono tenuti a Caulonia nel giugno 2005 con la partecipazione di: Eugenio Barba, Julia Varley e Mia Theil Have (Odin Teatret), Franco Ruffini e Nicola Savarese (Università di Roma III), Ferdinando Taviani e Mirella Schino (Università dell’Aquila) e con Ana Woolf.
  • "...Ed eccomi qui a festeggiare i quarant'anni del mio teatro preparando uno spettacolo su H.C. Andersen e le sue fiabe. Ho quasi settant'anni e mi diranno che sto diventando infantile. Vorrei scriverla anch'io una fiaba. Racconterebbe di due fratelli, figli del Silenzio, che girano il mondo l'uno come l'ombra dell'altro. Hanno l'aspetto di teppisti e si chiamano Disordine ed Errore..."
  • "E' possibile che il termine della mia vita si avvicini", iniziava così lo scritto di Jerzy Grotowski "Testo senza Titolo", firmato a Pontedera il 4 Luglio 1998", che è stato oggetto della nostra newsletter di marzo 2005. Ci è sembrato interessante far seguire al testo originale questo breve articolo del Prof. Franco Ruffini della Università di Roma, che vede in quello scritto: "l’ultima scena del teatro del Novecento" e lo ripercorre partendo proprio da quel..."E' possibile che il termine della mia vita si avvicini...".
  • Siamo lieti di presentare questo scritto pubblicato postumo, per volontà dello stesso Grotowski. La traduzione inglese è apparsa in "TDR - The Drama Review", 43, n. 2, Summer 1999. In Italia in "Il Sole 24 Ore", 21 marzo 1999, n.78, e in "Teatro e Storia" 20-21, Anno XII, 1998-1999.
  • Nel novembre 1996 Eugenio Barba e L'Odin Teatret incontrano gli studenti dell'Università dell'Aquila. Ne nasce un affascinante dialogo su...Perchè faccio Teatro?...Come finirà l'Odin Teatret?...Dove ha senso portare l'Odin, oggi?...
  • L'articolo prende "in considerazione alcune grandi tradizioni del Novecento - quelle rappresentate dalle “azioni fisiche” di Stanislavskij; dal “mimo corporeo” di Decroux....; dall’ ”azione crudele” di Artaud; dal training di Grotowski e di Barba...

2004

  • Presentiamo questa recentissima lettera aperta di Eugenio Barba ad Antonio di Muzio in occasione delle giornate di studio e lavoro pratico a l'Aquila nel maggio 2004
  • Cos'è un' "improvvisazione" a teatro? Ci sono delle "regole" che possano aiutare l'attore?
  • L'articolo ripercorre le tappe della vita del regista e ne è una breve biografia. Dagli inizi nel 1943 nella Polonia occupata dai nazisti, in cui attinge alle opere di drammaturghi polacchi a lui precedenti, quali Slowacki e Wyspianski, alla fondazione nel 1955 a Cracovia del Cricot 2, del quale è stato direttore fino alla morte nel 1990; dalla pubblicazione, tramite "manifesti", dei suoi programmi, al progetto di "teatro informale" del 1961, a quello di "teatro zero", agli altri di "teatro happening" e "teatro impossibile" ed infine, nel 1975, all’ultimo di "teatro della morte".
  • Università del Teatro Eurasiano, XI sessione, Caulonia 2004 - "Storia sotterranea del teatro contemporaneo: la regia”
  • L'Odin Teatret di Eugenio Barba ha sede ad Holstebro in Danimarca. E' qui che nel loro teatro nel pieno della campagna danese, periodicamente, vengono organizzati incontri di una settimana, Odin Week, sul loro modo di far teatro
  • Stanislavskij, alla fine della sua vita, arriva al "metodo delle azioni fisiche", metodo poi ripreso e sviluppato da Jerzy Grotowski. Dunque esiste un punto d'incontro tra il "metodo" di Stanislavskij e le esperienze di Grotowski, ed è su questo che verte la presente newsletter
  • Nell'estate del 1990 muore Riszard Cieslak (nella foto a sinistra), interprete e creatore della parte del Principe Costante nello spettacolo diretto da Jerzy Grotowski. Quello che riportiamo è il discorso di omaggio tenuto dallo stesso Grotowski il 9 dicembre 1990.
  • Peter Brook: dagli esordi con il Doctor Faust di Christopher Marlowe, alle esperienze africane, a La Conferenza degli uccelli, ispirata dall’antico poema persiano di Farid Ad-Din Attar. Si tratta della Terza (ed ultima) parte dell'articolo del Prof. Gaetano Oliva su tre dei protagonisti dell'universo teatrale contemporaneo: Jerzy Grotowski, Eugenio Barba e Peter Brook I brani riferiti a Jerzy Grotowski sono stati presentati nel numero di gennaio, quelli riferiti ad Eugenio Barba in quello di Febbraio. Per una migliore comprensione della presente consigliamo di leggere anche i precedenti numeri.
  • Si tratta della seconda parte dell'articolo del Prof. Gaetano Oliva su tre dei protagonisti dell'universo teatrale contemporaneo: Jerzy Grotowski, Eugenio Barba e Peter Brook
  • Jerzy Grotowski, uno dei protagonisti dell'universo teatrale contemporaneo: dagli inizi del Teatro Laboratorio ad Opole e Wroclaw in Polonia, agli spettacoli Akropolis e il Principe Costante, fino al trasferimento a Pontedera in Italia

2003

  • Eugenio BARBA: "la casa delle origini e del ritorno", In occasione del conferimento della Laurea Honoris Causa dall’Università di Varsavia, 28 maggio 2003
  • Castello di Scilla,giugno 2003 - Il “Teatro-Laboratorio” come “teatro tra macerie e barricate” Note sul Seminario teorico-pratico con : Eugenio Barba & Julia Varley (Odin Teatret) - Franco Ruffini (Un. Roma 3) & Nicola Savarese (Un. Lecce) - Nando Taviani & Mirella Schino (Un. l’Aquila)
  • II brano è tratto dal resoconto del primo Progetto speciale, svolto si in Polonia nella stagione 1974-75. L'iniziativa parateatrale era divisa in due fasi: la prima, più lunga, fu realizzata sotto la guida di Ryszard Cieslak. Una delle attività consisteva nella disposizione dell' ambiente e nella preparazione di uno schema strutturale per la seconda fase del progetto, quando questo gruppo ne avrebbe ospitato uno più numeroso in arrivo, per un periodo di circa due giorni.
  • Grotowski nel dicembre 1970 dichiarava che non avrebbe più condotto esperimenti teatrali; che la teoria sulla recitazione esposta in "Per un Teatro Povero", apparteneva ormai al passato; gli esperimenti intrapresi riguardavano forme di attività che non avevano alcun rapporto con i tradizionali concetti teatrali di "spettacolo" e "spettatore
  • “Le attività non sono azioni fisiche”. La differenza tra attività fisiche e azioni fisiche. Un Esempio è bere un bicchiere di acqua durante una conferenza. Portare il bicchiere alla bocca e bere. Un’attività, banale e non interessante. Ma se il bere l’acqua diventa: osservare la platea, sospendendo il discorso per dare il tempo al conferenziere di pensare e misurare il suo avversario. Ecco l’attività del bere si è trasformata in un’azione fisica, vivente.
  • Franz Kafka: ambiente e le opere America, il Castello, il Processo, il padre Hermann, la madre Julie Lowy
    • Franz Kafka: Franz Kafka: ambiente e le opere America, il Castello, il Processo, il padre Hermann, la madre Julie Lowy

2002

  • Da una Mail dello stesso Workcenter una breve nota sulla sua nascita, su Action, su One Breth Left. All'interno l'interessante distinzione tra "Arte come veicolo" e "Arte come presentazione"
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