Rivista di Teatro: Saggi, Letteratura e Documenti di Teatro

Rivista di Teatro


Il quaderno di nessuno, saggi, letteratura e documentazione teatrale Il Quaderno di Nessuno: Saggi, Letteratura e Documentazione Teatrale

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Cos'è il nostro Quaderno di saggi, letteratura e documenti di teatro ? Un Quaderno degli appunti,  un diario di riflessioni, una raccolta di citazioni e brani che amiamo leggere o magari rileggere: tutto questo ed altro vuole essere il nostro "Quaderno di Nessuno".

In generale, e senza che questo sia un impegno, la nostra attenzione sarà orientata verso quel tipo di teatro, da alcuni definito anche "Terzo Teatro", che fa riferimento alle grandi tradizioni del '900 e si identifica in quella ricerca che spazia nell’ambito della produzione scenica orientata verso i linguaggi artistici a matrice fisica. Dalle “azioni fisiche” di Stanislavskij al “mimo corporeo” di Decroux., per arrivare fino ai giorni nostri a maestri quali Grotowski e Barba, a cui possiamo aggiungere molti illustri nomi: Craig, Appia,  Mejerchol’d, Artaud.

Il "Quaderno: Saggi, Letteratura e documenti di teatro" è l'unico delle tre pubblicazioni che è inviata gratis via mail agli iscritti. Per riceverlo è sufficienter iscriversi alla newsletter/mailing list.

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Buona lettura


ARCHIVIO PUBBLICAZIONI

L'uso della maschera

Pulcinella

Qual è il motivo per cui attori greci e romani, i comici dell’Arte e molti attori non europei non recitarono mai a viso scoperto, e come poteva il loro pubblico – senza mai vederli in viso – tributar loro un vero e proprio culto? ... L’attore moderno è orgoglioso della mobilità del suo viso e dell’espressione dei suoi occhi e mai, per niente al mondo, acconsentirebbe a ricoprire la più bella parte della sua persona con un pezzo di cuoio o di cartone....E tuttavia attori eccellenti usavano la maschera. Quale poteva essere, dunque, la sua utilità?

Pubblicato il
2018-09-10

VACHTANGOV: come si saluta il pubblico

VACHTANGOV:

Evgenij B. Vachtangov (1883 –  1922) , è uno dei più importanti esponenti del Primo Studio del Teatro D’arte di Mosca (MChT) di Stanislavskij.

Nel 1922 Vachtangov dirige la Principessa Turandot di Carlo Gozzi (1720 - 1806)

Ci fa piacere pubblicare le parole con cui lo stesso Vatchtangov si rivolge agli attori indicando come, alla fine dello spettacolo, ci si dovesse congedare dal pubblico.

Pubblicato il
2018-06-11

CECHOV, Tre Sorelle

Cechov, Tre sorelle

Nel marzo 1989 Luca Ronconi mette in scena Le Tre Sorelle di Cechov 

Ma qual'è il senso più vero del testo di Cechov ?

A distanza di tanti anni non intendiamo recensire lo spettacolo, ma invece utilizzare alcune dichiarazioni dello stesso Ronconi e stralci di recensioni, perché ci permettono di penetrare i segreti di uno dei capolavori dell'autore russo e del teatro di tutti i tempi.

Pubblicato il
2018-04-19

BARBA-SAVARESE: I Cinque Continenti del Teatro

BARBA-SAVARESE: I Cinque Continenti del Teatro

"Caro lettore, vorrei qui raccontarti come è nata l’idea di questo libro perché l’origine, come sai, è nello stesso tempo l’inizio e il fondamento..." E' l'incipit di questo ampio ed entusiasmante viaggio/libro che Eugenio Barba e Nicola Savarese pubblicano dopo 20 anni di lavoro.  

«Da dove vengo? Chi sono? Dove vado? Per rispondere a queste domande dobbiamo rivedere da un'altra prospettiva le innumerevoli forme, esperienze, reperti e misteri che la storia della nostra professione ci tramanda. È l'unico modo di costruirci una bussola personale per attraversare i cinque continenti del nostro mestiere: quando, dove, come, per chi e perché si fa teatro» (Eugenio Barba). I due autori de "L'arte segreta dell'attore" completano la loro ricerca sui presupposti dello spettacolo indagando, in questo libro, le tecniche ausiliarie che, nella loro varietà e materialità, riguardano: le diverse circostanze e i tempi che generano gli spettacoli teatrali; gli aspetti economici e organizzativi; le informazioni da dare al pubblico; gli spazi dello spettacolo e quelli degli spettatori; l'illuminazione, l'acustica, la scenografia, il trucco, il costume e gli accessori; il rapporto che si stabilisce tra attore e spettatore; il modo di viaggiare degli attori e persino degli spettatori. Si tratta della cultura materiale dell'attore organizzata intorno alla doppia spirale di tecniche del corpo-mente e tecniche ausiliarie.

Pubblicato il
2018-03-01

Il Metodo Stanislavskij e la fisiologia delle emozioni

Il Metodo Stanislavskij e la fisiologia delle emozioni 

Il saggio è la traduzione di una parte del lavoro del neurofisiologo P.V. Simonov, “Metod K.S. Stanislavskogo i fisiologija emocij” (1962), che aveva come obiettivo il verificare fino a che punto il lavoro di Stanislavskij potesse essere utilizzato in protocolli terapeutici di alcune patologie psichiche. Rappresenta un utile materiale di riflessione sui fondamenti biologici della teoria del grande maestro russo e contribuisce a chiarire alcuni interrogativi connessi alla cultura stanislavskiana. Il testo prende in esame i risultati del lavoro di ricerca del regista che vengono assorbiti all’interno della pratica terapeutica e del campo di ricerche della neurofisiologia.

Il teatro d'arte di Mosca (MChAT), in cui Stanislavskij ha impostato il Suo Metodo, si contraddistingue come uno spazio di sperimentazione della varia “complessità” inerente l’animo e l’arte dell’attore. L’indagine di questa “complessità” è un viaggio attento ed accurato non privo di errori e ripensamenti, uno spazio in cui erano sollecitati ad interagire l’autore e l’attore, il testo e il sottotesto, la realtà e le illusioni, la mente ed il corpo, il passato con la sua aura sfilacciata e il presente con la sua concretezza. 

"Ci si può sottomettere ai desideri altrui, agli ordini del regista o dell'autore, ma li si eseguirà in modo meccanico, inerte: si possono rivivere solo i propri personali stimoli e desideri, creati e rielaborati dall'attore stesso, dalla propria volontà e non da quella altrui” (Stanislavskij)

Pubblicato il
2018-01-03

E. BARBA: Accademia Janacek, Brno (Repubblica ceca) 2017

Eugenio Barba

"Chi mi insegnò a essere regista furono i miei attori. Sulla loro pelle e grazie alle loro insufficienze e difficoltà, la loro tenacia e la diversità delle soluzioni che scoprivano, appresi praticamente l’artigianato teatrale con i suoi esoterismi e voli pindarici. Il ritmo di crescita era diverso per ognuno, come anche il tipo di rapporto che avevo con loro. Non esisteva un metodo che andasse bene per tutti...
     Per i miei attori, dietro il mio rigore, ho nutrito una speciale miscela d’amore: gratitudine e tenerezza. Per questo ho lottato per evitare che mi lasciassero...Può questa speciale miscela d’amore essere un metodo che si insegna?"

Siamo lieti di pubblicare il discorso tenuto da Eugenio Barba in occasione del conferimento del Dottorato H.C. dalla Accademia Janacek di Musica e Arti Performative, Brno (Repubblica ceca) 12 maggio 2017.

Pubblicato il
2017-09-01

FEYDEAU: Il Tacchino (Le Dindon): analisi linguistica

Feydeau: Il tacchino

“Il Tacchino” (1886) ...fa parte della stagione che potremmo definire tardo Vaudeville...è una delle opere più complesse di Feydeau sia per quanto riguarda la struttura...sia per quanto riguarda l’utilizzo da parte dell’autore di tutti e sei gli aspetti della comicità teatrale: la comicità dei gesti, dei movimenti, delle forme, di situazione, di linguaggio, delle idee e  di carattere. Rappresentata per la prima volta al Palais-Royal nel 1886.

Nel saggio: Distinzione tra i vari tipi di comicità; la trama; i giochi di parole presenti nell’opera; Omofonia totale, parziale e assonanze; fraintendimenti; metafore; doppi sensi

Pubblicato il
2017-04-27

Teatro della Memoria di Giulio Camillo Delminio

Giulio Camillo Delminio

Giulio Camillo detto Delminio (Portogruaro, 1480 – Milano, 15 maggio 1544) è stato un umanista e filosofo italiano noto per aver concepito un sogno: il Teatro della Memoria o Teatro della Sapienza, costruito secondo il modello vitruviano, ed in cui, tramite un sistema di associazioni mnemoniche per immagini, avrebbero dovuto essere archiviate tutte le conoscenze umane, anticipatore delle moderne enciclopedie.

Pubblicato il
2017-01-01

Rosso di San Secondo: la giovinezza ed il consenso al regime.

Rosso di San Secondo

Rilettura critica de "La roccia e i monumenti" di Pier Maria Rosso di San Secondo volta ad evidenziare il tema dello scontro tra individualità libera e convenzioni del sistema sociale. Attraverso un confronto con un altro lavoro di grande successo di Rosso, "La signora Falkestain", si ipotizza un coinvolgimento biografico dello scrittore nelle vicende dei suoi personaggi. 

Pubblicato il
2016-11-01

GROTOWSKI: Per un Teatro Povero (prima parte)

Grotowski: per un teatro povero

Nel 1968 esce una raccolta di saggi intitolata "Per un teatro Povero" (Bulzoni Editore 1970). Una sorta di manifesto delle tecniche teatrali ideate da Jerzy Grotowski (1933-1998), che hanno rivoluzionato il teatro. Grotowski, insieme al suo allievo Eugenio Barba, direttore e fondatore dell'Odin Teatret, è considerato uno dei padri del teatro contemporaneo. 

Pubblicato il
2015-12-01

E. BARBA: ISTA, International School of Theatre Anthropology

Eugenio Barba

"...L'arte segreta dell'attore è il libro più importante sulle tecniche della recitazione uscito dopo Per un teatro povero di Jerzy Grotowski " (Journal of Dramatic Theory and Criticism, USA) ... pubblicato per la prima volta nel 1982 come risultato delle prime sessioni della Scuola Internazionale di Antropologia Teatrale (ISTA), fondata e diretta da Eugenio Barba...

Pubblicato il
2014-05-01

GROTOWSKI: Arte come Veicolo, Arte come Presentazione

Jerzy Grotowski

Normalmente in teatro si lavora alla visione che appare nella percezione dello spettatore. Questa è la particolarità de L’arte come presentazione. All’altra estremità della lunga catena delle performing arts sta l’arte come veicolo, che non cerca di creare il montaggio nella percezione degli spettatori, ma negli artisti che agiscono. Questo è già esistito nel passato, nei Misteri degli antichi....

Pubblicato il
2013-09-01

Ives LEBRETON: SORGENTI, nascita del teatro corporeo

yves le breton

Il maestro Ives Lebreton ci prende per mano e ci porta a spasso nel teatro del '900 (e non solo nel teatro) . Come se, ascoltandolo narrare, stringessimo fiduciosi da un lato la Sua mano e con l'altra mano ci ritrovassimo a stringere anche quella di Decroux, Grotowski ecc, e tutti fossero lì intorno a noi, magari anche in pantofole e vestaglia.

Pubblicato il
2012-09-01

L'opera di Tatiana Pavlova...

Tatiana Pavlova

L’attrice e regista russa Tatiana Pavlova, al crocevia delle trasformazioni teatrali italiane del primo Novecento..., ha incarnato con la sua opera un ideale ponte tra i vivaci ed inediti percorsi stilistico-narrativi intrapresi dal teatro internazionale (specificamente russo) e la tradizione scenica del Bel Paese.

Pubblicato il
2011-04-01

STANISLAVSKIJ: IL MCHAT

Konstantin Stanislavskij

K. Stanislavskij, ideando il primo Sistema dedicato alla recitazione, ha consentito ad altri artisti come Mejercholʼd e Vachtàngov e di riflesso a celebrate istituzioni come l’Actor’s Studio di New York, di mutare a fondo l’esperienza estetico-rappresentativa della cultura occidentale. 

Pubblicato il
2011-02-01

GROTOWSKI: gli ultimi anni, di Franco Perrelli

Jerzy Grotowski

Noi diciamo: è il popolo che ha cantato. Ma tra questo popolo, c’è qualcuno che ha cominciato. Hai la canzone, devi chiederti dove è nata. [...] Alla fine, scoprirai di venire da qualche parte. Come si dice in un’espressione francese: “Tu es le fils de quelqu’un” [Tu sei il figlio di qualcuno]. Non sei un vagabondo, sei di qualche parte, di qualche paese, di qualche luogo, di qualche paesaggio..."

Pubblicato il
2010-09-01

GROTOWSKI: addio ultimo sciamano

Jerzy Grotowski

"Eliminando gradualmente tutto ciò che è superfluo, scopriamo che il teatro può esistere senza trucco, costumi e scenografie appositi, senza uno spazio scenico separato (il palcoscenico), senza gli effetti di luce e suono, etc. Non può esistere senza la relazione con lo spettatore...." (J. Grotowski, Per un Teatro Povero)

Pubblicato il
2010-06-01

Grotowski e Stanislavskij a confronto

K. Stanislavskij

Vorrei adesso dare uno sguardo alla differenza tra il “metodo delle azioni fisiche" di Stanislavskij e il lavoro di Grotowski sulle azioni fisiche." E'  l'incipit che T. Richards dedica al confronto tra Grotowski e Stanislavskij . Le stesse vive parole dei due grandi maestri del teatro del '900 ci chiariscono come l'uno prosegua il lavoro lasciato incompiuto dall'altro.

Pubblicato il
2009-10-01

L'Urlo di Artaud e Amleto

Antonin Artaud

Shakespeare affermava che “tutto il mondo è teatro”, e metteva in scena il mondo, gli uomini e le donne e i loro sentimenti. Artaud faceva del mondo un teatro, come drammaturgo francese rivoluzionario e sopra le righe. Qui vengono comparati due artisti lontani nel tempo ma...

Pubblicato il
2009-08-01

E. DECROUX: Non importa la bottiglia, da "Parole sul Mimo"

Etienne Decroux

Decroux riporta il proverbio che da il titolo per poi affermare il suo contrario: "...il modo in cui si dà vale più di quello che si dà", ed ancora: " Quindi guardate soprattutto come il mimo si china per cogliere un fiore. È questo l'importante, perché solo questo ci dice ciò che è utile sapere, e non che un fiore che prima era nel prato adesso è sul petto."

Pubblicato il
2008-10-01

L'Odin teatret e il Baratto Teatrale

maschera Odin teatret

Nel 1974 l'Odin Teatret si trasferisce a Carpigiano Salentino per preparare uno spettacolo sui conquistadores spagnoli nel Nuovo Mondo. Barba non se la sente di chiedere denaro e... pensa che si può…usare questo principio di reciprocità: il compenso per lo spettacolo doveva consistere in canti, danze e musiche degli abitanti del luogo. Così nasce il Baratto...e poi la “Festa te lu mieru” (del vino)

Pubblicato il
2008-08-01

JABLONOVSKIJ: un critico al Primo Studio del Teatro d'arte di Mosca (MChAT)

Konstantin Stanislavskij

Il Teatro d'Arte di Mosca (MChAT) è un teatro creato nel 1897 da Konstantin Stanislavskij e da Vladimir Nemirovič-Dančenko. "...Il critico Sergej Jablonovskij:"Dio sia con voi, signori!...lo spettacolo di ieri è stato uno spettacolo stupefacente e io spero con tutta 1'anima che il vostro fuoco in futuro arda chiaramente, gioiosamente, splendidamente..."

Pubblicato il
2008-06-01

Francois KAHN su Beckett, Grotowski e il laboratorio

Francois KAHN

François Kahn, quarant’anni di vita nel teatro, conversa con Lorenzo Mucci (è il 25 aprile 2004), si racconta e ci racconta, tra l'altro, dell'incontro con un grande maestro del novecento come Jerzy Grotowski, della partecipazione alle attività para-teatrali del Teatr Laboratorium , della messa in scena di "Aspettando Godot" nel 1990 e degli esercizi usati nella preparazione di questo spettacolo...

Pubblicato il
2006-11-01

Eugenij ONEGIN nelle lettere di CAIKOVSKIJ

Eugenij Onegin

L'incontro di Caikovskij con l'Onegin avviene casualmente... Stupefatto e spaventato, il musicista legge il romanzo tutto d'un fiato e trascorre una notte insonne"...dopo due giorni avrà già pronto un canovaccio...la singolare coincidenza della lettera inviatagli dalla sua futura moglie con la lettera che nel romanzo Tat'jana invia ad Onegin; la serata da una nota cantante che gli fa balenare l'idea di musicare il poema...

Pubblicato il
2005-12-01

Odin Week

Odin week

L'Odin Teatret di Eugenio Barba ha sede ad Holstebro in Danimarca. E' qui che nel loro teatro nel pieno della campagna danese, periodicamente, vengono organizzati incontri di una settimana, Odin Week,  sul loro modo di far teatro.

Pubblicato il
2004-06-01

GROTOWSKI: le Azioni Fisiche

Grotowski: le azioni fisiche

“Le attività non sono azioni fisiche”. La differenza tra attività fisiche e azioni fisiche. Un Esempio è bere un bicchiere di acqua durante una conferenza. Ma se il bere l’acqua diventa: osservare la platea, sospendendo il discorso per dare il tempo al conferenziere di pensare e misurare il suo avversario. Ecco l’attività del bere si è trasformata in un’azione fisica, vivente.

Pubblicato il
2003-03-01