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 Michele MONETTA, seminario DON GIOVANNI e la Commedia dell'Arte, Roma 13-14 novembre 2010 

barba commedia arte

Eugenio BARBA da “ La Corsa dei Contrari”

..."Uno dei fenomeni più importanti della storia del teatro moderno, la Commedia dell’Arte, è sorto dall'esigenza di alcuni uomini di mettersi insieme. Erano persone che avevano sempre fatto mestieri giudicati infamanti o "bassi": buffoni, ciarlatani, saltimbanchi, acrobati e prestigiatori di piazza. Oppure uomini e donne dalla vita sregolata, che cioè infrangevano apertamente le regole dominante

Questi individui – i primi attori di professione del tempo moderno – hanno trasformato la loro devianza, la loro “asocialità” riunendosi in gruppo. Hanno socializzato la loro differenza. Hanno "inventato” una nuova forma di teatro per difendersi. O meglio: il loro modo di difendersi. di conquistare un più dignito­so livello di vita. di imporre all'esterno il diritto di essere rispettati moralmente e culturalmente ha dato come risultato una forma di teatro che gli spettatori del tempo, colti ed incolti, e poi gli storici hanno considerato nuova e originale dal punto di vista artistico.

Ma non era una nuova arte. Era un nuova micro-cultura. che nasceva dal lavoro collettivo di uomini che fino ad allora erano vissuti dandosi isolatamente in spettacolo. Ma gli storici del teatro - a cominciare dal ‘700, mentre la Commedia dell'Arte era ancora viva - travisarono questo processo storico dietro l’immagine di un teatro che aveva fatto una scelta estetica o di "linguaggio": que1la dell'improvvisazione o quella del gesto al posto della parola. Dal. punto di vista degli spettatori colti, che scrivevano, la funzione della Commedia dell'Arte fu di rappre­sentare, nella cultura del tempo, i diritti della fantasia, il piacere di un gioco teatrale svincolato dai legami della verosimiglianza..

Dal punto di vista degli attori, la sua funzione fu di forzare il recinto dell’emarginazione, di coprire, al di là della discriminazione sociale, una forma di socialità senza per questo dover accettare le norme della morale riconosciuta..."

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